Temperatura: 15 °C
Orario Locale: 08:51 pm

c/da Tonicello snc, Capo Vaticano, (VV), ITALIA

1,3 km da Stazione Treni

Numero Camere
* Miglior Prezzo Garantito

Piante della Calabria

Flora: la piante tipiche della macchia mediterranea calabrese.
Di seguito una raccolta delle più importanti piante che compongono la flora della macchia mediterranea calabrese. Il progetto è stato realizzato a cura dell’Istituto Comprensivo – Scuola Secondaria di 1° grado

Particolare ringraziamento al prof. Maccarone e al Preside Pontoriero.
Fonti d’inspirazione dell’opera
D. Burnie
Fiori spontanei del mediterraneo
Fabbri Ed.
Aichele
Che fiore è ?
Sonzogno
P. A. Carè
Vocabolario dei dialetti del Poro
Lambda Ed.
G. Rohlfs
Dizionario dialettale delle tre Calabrie
Il Quotidiano
M. T. Della Beffa
Fiori di campo
De Agostini
D. Lo Bruno
Documentazione personale
F. S. Maccarone
V. Cugliari
Documentazione personale
Hanno operato gli alunni della Classe 1A della Scuola Secondaria di 1° grado di Ricadi S. Giuliano; R. Gurzì; M. Iannello; P. Lasorba; S. Marturano; D. Nazionale; P. Paglianiti; S. Paluci; A. Pantano; C. Paparatto; S. Pilè; G. Pontoriero; M. Rizzo; T. Rizzo; N. Rossi; M. Schiariti; V. Seva; M. Soriano; S. Stillitano; G. Tavella
Progetto, organizzazione e realizzazione dei docenti della Classe Prima A della Scuola Secondaria di 1° grado di RICADI:
A. Bisogni; T. Bisogni; M. Crispo; G. Crudo; M. Legato; F. Maccarone; C. Mobrici; S. Ortelio; I. Pontoriero; R. Pugliese; R. Rombolà; C. Sorrenti.
Il Dirigente Scolastico : Prof. Antonio Pontoriero
Fotografia, elaborazione al computer di : F. Maccarone
Hanno collaborato in laboratorio : C. Cocciolo; S. Gerace; D. Marturano; F. Marcianò

Brigantaggio in Calabria

Longobucco covo dei briganti In Calabria, ed in particolar modo in Sila, il brigantaggio non fu fenomeno di delinquenza comune; nacque dal gran malessere socio-economico di quegli anni (XVII-XIX sec.) e si dimostrò con tutta la sua violenza, che la miseria e l’ingiustizia, di un periodo in cui l’autorità corrotta e i notabili feudatari alimentarono. Molti furono i briganti, le cui gesta ancora oggi si raccontano, che occupavano i monti e le valli della Sila.
Brigantaggio a Longobucco Longobucco, prima e dopo l’Unità , ha dato vita a numerosi briganti. Tra i più famosi ed imprendibili Antonio Santoro, detto Re Curemme e, soprattutto Domenico Straface detto Palma. Palma, nato a Longobucco nel 1829, si diede al brigantaggio nel 1860 per non finir in prigione dopo aver schiaffeggiato un ricco signorotto di Rossano. Amante delle avventure aveva un singolare coraggio, che gli porto subito ad essere capo di una banda. Conosceva ogni angolo delle montagne silane, era inafferrabile, astuto, protetto dall’omertà della povera gente, verso la quale era di una generosità senza pari.
Ancora oggi a Longobucco, per elogiare qualcuno particolarmente coraggioso, si dice che “tena u curaggiu e Parma” (ha il coraggio di Palma).Il “re della montagna” fu ucciso la sera del 12 Luglio del 1869 in contrada Timpone Curcio di Spezzano Grande, forse a tradimento, da un suo amico.Tutto il territorio di Longobucco è legato alla storia del brigantaggio: non vi è luogo ove non sia stato avvistato, catturato o ucciso qualche brigante; non vi è piccola e povera casa utilizzata come nascondiglio o ricovero.
Sul Campanile venivano appese le teste mozzate dei briganti giustiziati. La tradizione vuole che i briganti sparassero alla sfera di rame posta sulla cuspide, per esercitarsi. Il luogo più importante e famoso covo dei briganti è la Petra e ra Gna Zzita, località posta di fronte al paese: la tradizione vuole che qui sia nascosto un favoloso tesoro costituito da una chiocca e da una quindicina di pulcini d’oro. I briganti, per conservar il segreto e proteggere il nascondiglio avrebbero sacrificato sul posto una giovane sposa.
Autore Francesco De Simone www.tessituralongobucco.it