Temperatura: 30 °C
Orario Locale: 03:17 pm

c/da Tonicello snc, Capo Vaticano, (VV), ITALIA

1,3 km da Stazione Treni

Numero Camere
* Miglior Prezzo Garantito

Castello di Roseto Capo Spulico

Il castello, costruito sulla roccia a picco su una spiaggia di ciottoli, visto dal mare e dalla collina antistante. Costruito dal principe normanno Roberto il Guiscardo, tra il 1058 ed il 1805, secondo lo stile tipicamente medievale, era fornito di una serie di gallerie sotterranee che conducevano in aperta campagna gli abitatori in caso di capitolazione.

Oggi, restaurato conserva tutte le caratteristiche: fortezza con ampio spazio anteriore in cui dare asilo ai contadini del feudo in occasioni di guerre. Tre i lati accessibili mentre il quarto a est era su terreno con notevole dislivello. Da qui partiva la cinta muraria del paese ancora oggi visibile in molti tratti.

Il Regno delle due Sicilie diviso in due capitanerie segnava i confini a Roseto e il governatore Federico II di Svevia, tra il 1220 ed 1269 vi edificò uno delle più belle opere nate sotto il suo regno: il Castrum Petre Roseti. Imponente e maestoso per chi lo osserva da mare, agile e snello, gradevole alla vista per chi viaggia lungo la litorale jonica. Osservato invece da ponente la sua figura si staglia nitida sul mare azzurro e cristallino e s’impone all’attenzione di chi guarda, come elemento che domina il paesaggio.

Sciare a Lorica

Lorica è un villaggio turistico prettamente invernale appartenente al comune di Pedace in provincia di Cosenza.
Situato a pochi chilometri da San Giovanni in Fiore, questa località ha visto la sua luce turistica con l’avvento della SS 107 che costeggia questi luoghi. Affacciandosi sul lago Arvo, il territorio di Lorica si estende sino a 2000 metri raggiungendo il monte Botte San Donato.
 
[heading style=”subheader”]Impianti di risalita per sciare a Lorica:[/heading]

  • Impianti di risalita: 3
  • Piste discesa: 4 (4 km)
  • Piste fondo: 13 km
  • Telefono APT: 0984.537069
  • Gestore: 0984.537093
  • Scuola Sci: 0984.537015

Camigliatello Silano

[heading style=”subheader”]Camigliatello Silano[/heading]è una località appartenente al comune di Spezzano della Sila in provincia di Cosenza. Situato su un’altitudine di 1300 m di altezza offre servizi turistici sopratutto in periodi invernali. Grazie ad impianti all’avanguardia, Camigliatello si pone come la prima struttura sciistica della Calabria.
[heading style=”subheader”]Da Visitare[/heading]
Camigliatello  ha una dominanza vegetativa caratterizzata dalla presenza del pino loricato. Il clima è di tipo montano con inverni molto rigidi che presentano temperature sino a -20°. Divenuto un paradiso escursionistico, offre sentieri percorribili, molti dei quali segnalati dal CAI.
[heading style=”subheader”]Impianto di risalita[/heading]
Inutile dire che Camigliatello è una località ambita soprattutto per il turismo invernale e per chi intraprende sport come lo scii. Per questa tipologia di sport, viene offerto un eccezionale impianto di risalita.
[heading style=”subheader”]Dati tecnici[/heading]
Telecabine da 8 posti
Portata Oraria 1800 ps/h
Altitutine Valle 1368 mt
Stazione di Monte 1765 mt.
Durata risalita 6,22 minuti
[heading style=”subheader”]Piste da sci[/heading]
Rossa 1,9 Km
Blu 2,4 km
Informazioni Impianti: A.R.S.S.A. tel 0984 578037

Bocchigliero

[heading style=”subheader”]Bocchigliero[/heading]
è un comune, posto su uno sperone elevato, di 1.700 abitati appartenente alla Provincia di Cosenza.
[heading style=”subheader”]Storia[/heading]
La storia di questo comune fonda le sue origini in popolazioni pastorali antichissime, la sua etimologia deriva infatti da Bocchilierud (paese di pastori). Le prime tracce riscontrate nel territorio attestano il passaggio nella zona delle truppe di Annibale. Nel dopoguerra, il Comune di Bocchigliero aveva raggiunto una discreta posizione economica, ma, a seguito dell’immigrazione degli uomini, il territorio ebbe un periodo di decadenza e poche sono le tracce visibili di quel benessere. Attualmente è visibile il duomo il cui campanile venne riutilizzato recuperandolo da una torre di guardia.
[heading style=”subheader”]Da Visitare[/heading]
Il Comune di Bocchigliero è suddiviso in quattro rioni: i Russi e San Rocco, la Destra, L’Umbro e la Riforma. La chiesa venne costruita a seguito di una pestilenza che afflisse la Calabria attorno al 1720 e venne offerta dal Re di Napoli. Nello stesso anno, la popolazione venne decimata dal Colera e, i suoi abitanti, ormai stremati, affidarono le loro speranza a San Rocco. Dal quel giorno non vennero più registrate morti.

Fago del Soldato

Villaggio Turistico di piccole dimensioni, Fago del Soldato è divenuta in poco tempo una delle mete più ambite del turismo di montagna.  Ubicato ad un’altezza di m. 1450 e con una seggiovia biposto che sale sino a m. 1650, offre un’incantevole paesaggio con una spettacolare vista sul Lago Cecita tra i boschi di pini e faggi.

Il nome Fago del Soldato, è dovuto ad una leggenda che narra di un faggio su cui è stato impiccato un soldato da parte dei briganti della Sila. Questo villaggio venne dapprima abitato da gruppi di tagliaboschi che qui si insediarono nelle ancora visibili dimore in legno.

Appartenente al Comune di Celico, in provincia di Cosenza, Fago del Soldato dista da 14 km. da Botte San Donato e a breve distanza dagli altri centri sciistici quali Camigliatello, Villaggio Palumbo e Lorica.
Fago del Soldato diviene un’ideale località per sciare grazie a due Piste di cui una Blu e la restante Rossa, quest’ultima adatta per un allenamento prevalentemente tecnico con slalom e illuminazione notturna. Sono inoltre disponibili il bar – Ristorante, un nolo attrezzature e una scuola Qualificata di Sci.

Per raggiungere questa località, occorre percorrere la SS 107 Cosenza – Crotone

Museo delle Icone e della Tradizione Bizantina

Il Museo delle Icone e della Tradizione Bizantina di Frascineto, centro di eccellenza della cultura bizantina in Calabria, a distanza di pochi mesi dalla sua istituzione, è divenuto meta indiscussa e apprezzata di italiani e stranieri nonché elemento di ammirazione per i cultori e gli appassionati del settore.
Il Museo è stato realizzato dopo una attenta analisi del contesto italo-albanese di tradizione bizantina, elaborata dall’Amministrazione Comunale guidata dall’ing. Domenico Braile che ha reso fruibile la straordinaria collezione di icone del XVII-XX secolo, di arredi liturgici e medaglie, dell’Archimandrita P.Paolo Lombardo nonché la raccolta del prof. Gaetano Passarelli, della dr.ssa Lucilla Del Guercio, del sig. Manolis Anghelakis, dell’ing. Mario Tazzi e del sig. Antonio Panaiotis Ferrari.
La sua realizzazione è stata curata dal prof. Gaetano Passarelli, esperto di iconografia e docente di storia e civiltà bizantina, con la preziosa collaborazione, per l’arredo espositivo, dell’arch. Carlo Forace, e per l’allestimento, di uno staff. internazionale di esperti di iconografia, paramenti liturgici e medaglie.
IL progetto espositivo è stato configurato sull’intero tessuto urbano e, per la prima volta, va ad interpretare e interagire con i luoghi di culto di tradizione bizantina presenti sul territorio.
All’interno del Museo, gli spazi disponibili sono stati adeguati alle esigenze di rappresentazione dei diversi temi trattati dal percorso museale organizzati in sezioni diverse di carattere propedeutico e didascalico che ci consentono, con l’ausilio di supporti multimediali, di arricchire le conoscenze dell’antica arte dell’iconografia espressa in tutto il suo splendore, attraverso una suggestiva panoramica del ricco patrimonio iconografico, teologico e liturgico di alto valore culturale.
Si tratta quindi di un’esposizione complessa ed affascinante dedicata ad un rapporto stretto e di confronto tra la creazione artistica e lo spazio sacro che viene indubbiamente valorizzato nella sua totalità, esaltandone la forza espressiva dei contenuti.
[heading style=”subheader”]Autore[/heading]

Angelo Castellano
[heading style=”subheader”]Recapiti[/heading]
MUSEO DELLE ICONE E DELLA TRADIZIONE BIZANTINA
COMUNE DI FRASCINETO (CS) Piazza Albania
TEL: 0981/32688 FAX: 0981/32488
EMAIL: museodelleicone@bibliotecafrascineto.191.it
WEB: www.comune.frascineto.cs.it/italiano/museoicone/index.php

Laino Borgo palio dei ciucci

Laino Borgo schiera i ciuchi per il Palio: operazione divertimento Gli ingredienti della ricetta per un’estate indimenticabile sono, solitamente, aria salubre, buon cibo e tanto divertimento. Non sempre, però, tutte le ‘ciambelle riescono col buco’! Ma c’è un posto dove questi tre elementi, in armonia tutto l’anno, raggiungono l’apice dell’equilibrio giorno 13 e 14 agosto, date in cui si disputa il celebre quanto esilarante ‘Paliu cui ciucci’ (Palio con gli asini): Laino Borgo, alta provincia cosentina.

La manifestazione, lanciata per puro gioco nel lontano ’85, è divenuta, ormai, appuntamento fisso dell’estate lainese, un appuntamento che non manca mai di coinvolgere un pubblico che va dagli 0 ai 100 e più anni (il divertimento, in fondo, non ha mai ammazzato nessuno!). Protagonisti indiscussi dell’evento, i ciuchi che, attorniati da una tifoseria contradaiola da stadio, si esibiscono in esilaranti imitazioni di ben più eleganti puledri che, magari con repentini dietro-front o impreviste uscite di campo, contribuiscono ad aumentare il tono ìlare della manifestazione. Sette, finora, le contrade in gara che si sono contese l’ambito palio. Da quest’anno, forse, una novità (attualmente al vaglio del Comitato organizzativo): una contrada per i turisti, che da semplici spettatori, diventerebbero, così, parte integrante della carnascialesca cornice lainese.

E se il 14 agosto il ciuco è sovrano, il giorno precedente (13) tocca all’ottimo cibo della gastronomia calabra: ogni contrada, infatti, diventa sede di banchetti luculliani di rara bontà, il cui unico scopo è quello di stupire, alias lasciare tutti a bocca aperta…per la sazietà, ovviamente!E tra un assaggio e l’altro, si trova anche il tempo per qualche rito propiziatorio per la vittoria…fosse anche solo condividere con il proprio ciuco una ricca porzione di ‘rascatieddi’ o ‘lagane e fasuli’ (traduzione bandita, provare per scoprire!). Dopo l’abbuffata, però, è tempo di scendere in campo: tutti uniti ed al contempo divisi dalla propria fede contradaiola. Un fiume umano di colore, magicamente incastonato in una cornice naturalistica degna del cuore del Parco Nazionale del Pollino, invade Laino Borgo unitamente a striduli cori contradaioli inneggianti la vittoria. Poche decine di metri di corteo, poi lo sparo d’inizio della gara all’ultimo ciuco. ‘Chi vincerà quest’anno?’: recita, sul sito ufficiale della manifestazione (www.paliucuiciucci.tk, il link ad un sagace ‘FANTACIUCCIO’ allestito per l’occasione).

La risposta, pronostici a parte, martedì 14 agosto, quando la cittadina lainese regalerà ancora una volta, ai tanti ‘aficionados’ e non, uno spettacolo di rara genuinità che oltre a divertire, commuoverà quanti ricorderanno, raccontandolo ai nipotini, di aver ‘cavalcato’ un tempo quei ciuchi (quale unico mezzo di locomozione), ignari di una potenziale carriera da fantini professionisti!

Autore Rossella Regina

Comunità Montana Sila Greca

[heading style=”subheader”]Scheda Informativa[/heading]

La Comunità Montana della Sila Greca è una confederazione dei centri e comuni presenti all’interno della zona Silana che si affaccia sullo Jonio. Questa risorsa, oltre a tutelare il patrimonio naturalistico, favorisce la promozione turistica e culturale di questi territorio, organizzando ed offrendo servizi atti alla conoscenza e alla scoperta di queste zone. I comuni facenti parte della comunità Montana sono 12 e sono: Calopezzati, Caloveto, Campana, Cariati, Cropalati, Longobucco, Mandatoriccio, Paludi, Pietrapaola, Rossano, Scala Coeli, Terravecchia. La sede di questa importante risorsa è ubicata a Rossano e comprende un territorio di più di 97.000 Ha. Al suo interno sono tutelati numerosi ed importanti corsi d’acqua come il Triionto, il Cino

[heading style=”subheader”]Storia[/heading]

La frequentazione da parte dell’Uomo di questi territori, risale all’epoca dell’età del ferro. Successivamente, attorno al 1700 a.C una popolazione nota con il nome di Enotri si insedia nelle colline della Sila Greca iniziando una vasta coltivazione di vitigni. Agli Enotri, si susseguirono i Brettii o Bruzi, che al contrario dei predecessori, si dedicavano principalmente alla guerra costruendo numerosi centri militari e di fortificazione attuo a difesa del territorio. La civiltà dei Bruzi però, svanisce con l’avvento dei Romani che avviarono una vasta campagna di latinizzazione del territorio e insediando gli usi e gli stili architettonici, costruendo ville rurali e centri commerciali. A seguito della Caduta dell’impero Romano, il territorio pianeggiante della Sila Greca, viene abbandonato dalle popolazioni che si insediarono nell’entroterra silano. I Bizantini, collocano in questo territorio, importanti centri strategici e militari. Intanto attorno al 1400 i Saraceni distrussero Bisanzio e inizio così la decadenza di questo territorio. Cento anni dopo, il territorio della Sila si ritrovò fuori dagli interessi Europei e non venne considerata come importante risorsa del Meridione. Pertanto, accrebbero i malcontenti della popolazione che sfociarono nel Brigantaggio, fenomeno, che proseguì sino al 1800.

Fuscaldo

La città di Fuscaldo, è adagiata sulla costa tirrenica di Cosenza con una lunga tradizione di arte e cultura. Situato tra Paola di San Francesco e Guardia Piemontese Acquappesa dove sorgono importanti centri termali.
[heading style=”subheader”]Storia[/heading] La città di Fuscaldo ebbe certamente inizio in epoca normanna con la stabilizzazione di nomadi in un unico villaggio stabile. Il Nome di Fuscaldo deriva quasi certamente da Fons Calidus (fonte calda), in riferimento alle sorgenti termali di Guardia Piemontese. Come molti comuni, a suo tempo Feudi, anche Fuscaldo venne controllato da importanti famiglie del ramo nobiliare come i Tarsia, i D’Angiò, i Ruffo di Montalto Uffugo e degli Spinelli. Come detto, Fuscaldo nasconde all’interno delle sue mura il mistero di una storia sconosciuta. Unica certezza è lo stazionamento di Romani, certezza dovuta al ritrovamento di numerose tombe in contrada San Leonardo, Garrafa, San Pietro e Lago, tutte contenenti monete di epoca greco romana.

[heading style=”subheader”]Economia[/heading] La città di Fuscaldo trae il suo principale profitto dal Turismo, rappresentato da mare cristallino, aria pulita e tranquillità. Al suo interno vivono numerose strutture turistiche, come hotel e camping.
[heading style=”subheader”]Da Visitare[/heading] A Fuscaldo, oltre al centro storico dotato di ricchi portali e palazzi molto antichi, vi è il convento dei Padri Passionisti, la casa nativa di Vienna (madre di San Francesco di Paola) e il Castello.
[heading style=”subheader”]Caratteristiche[/heading] Fuscaldo sormonta un’enorme pietra di tufo a circa 350 mt d’altezza e a meno di tre Km dal mare. Spesso veniva utilizzata dagli scalpellini locali per estrarne blocchi da utilizzarsi in campo edilizio.

Roseto Capo Spulico Estate

[heading style=”subheader”]Roseto Capo Spulico[/heading]
è una località balneare situata sul litorale ionico cosentino, quasi al confine tra Calabria e Basilicata, ai piedi del Parco Nazionale del Pollino. Il suo nome, sembra, sia dovuto alla ricchezza di fiori, rigogliosi in tutti i periodi dell’anno.
[heading style=”subheader”]Storia[/heading]
Prima della colonizzazione greca non vi sono notizie certe sull’esistenza del paese. Roseto comunque era una delle 25 città che gravitavano intorno a Sibari. Caduta la Magna Grecia, si trova sotto la dominazione romana. Dapprima il paese situato sul primo colle prospiciente il mare “piano marina”, poi dall’VIII sec. Le incursioni arabe e i mercanti di schiavi, costrinsero la popolazione a spostarsi in località più lontane più distante dal mare, nella attuale “Civita”. Questo secondo paese ebbe il nome di Civitas Rosarum. Rimasto in questa contrada per circa tre secoli, ospitò nel 900 i monaci dell’ordine di San Basilio. Tra questi, S.Vitale, che estirpò la malaria, a quel tempo un flagello e vi fabbricò una cappella sotto il nome di S.Basilio ed una fontana di acqua che fù salutifera per gli ammalati. Il monastero certamente all’epoca edificato lontano dall’abitato è stato il primo insediamento sulla collina dove attualmente si trova il centro storico. Proprio la presenza del monastero sulla cima della collina ha saggiaemtne consigliato agli abitanti di spostarsi in luogo sicuro, lontano dal flagello dei barbari. Già nel 1200 Roseto appare come una città con solide mura, torri e con il tipico castello feudale, residenza del feudatario: il Castrum Roseti.
 
[heading style=”subheader”]La Marina[/heading]
è costituita da una parte centrale abitata tutto l’anno e di un consistente nucleo di abitazioni utilizzato come residenza estiva Costruito con intento prevalentemente difensivo ha assolto alla sua funzione per secoli. Di pianta trapezoidale, il castello è circondato da mura merlate che sul lato sud si aprono in un ampio ingresso con un imponente portale in stile gotico che conserva ancora la rosa crociata, i petali di giglio, il cerchio di Salomone e lo stemma con grifone, emblema del casato Svevo. La struttura presenta possenti torri, una delle quali più alta, merlata e a pianta quadrangolare. All’interno della rocca vi sono un ampio cortile, i resti delle scuderie, magnifici saloni di rappresentanza e spaziose stanze arredate secondo lo stile medioevale. Recenti studi ipotizzano che la torretta centrale del castello di Roseto abbia ospitato, nel periodo compreso tra il 1204 e il 1253, la Sacra Sindone. Recentemente, sottoposto a interventi di restauro, il castello è stato dotato di un piccolo anfiteatro all’aperto, che ospita manifestazioni culturali.
Da Visitare a Roseto Capo Spulico Nel centro storico di Roseto Capo Spulico, si può visitare il “Museo Etnografico”, aperto tutti giorni; una vera perla di ricordi. Roseto C.S., è una cittadina che si affaccia sul Golfo di Taranto, con una splendida costa che si estende per circa 8 km lambita dal mare Jonio. Come molti paese di Calabria l’abitato nei primi anni del ‘900 si è sviluppato vicino al mare e intorno alla stazione ferroviaria, dando origine alla “Marina”, un moderno centro urbano definitivamente sviluppato negli anni ’70. La trasparenza delle acque di Roseto C.S, unite alla bellezza della spiaggia in ciottoli, mantenuta con il costante monitoraggio ambientale è stata premiata dalla “Foundation for Environmentale Education” con la prestigiosa “Bandiera Blu” dal 1990. Museo Etnografico”, aperto tutti giorni; una vera perla di ricordi.
Comune di Roseto Capo Spulico (fonte)