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Il Borgo più Romantico d'Italia? Secondo Vanity Fair è Tropea

Secondo la nota rivista di tendenza Vanity Fair è Tropea il Borgo più Romantico d’Italia. Una selezione nata chiedendo il parere ai giornalisti di viaggio, al club “I borghi più belli d’Italia”, all’associazione “Borghi Autentici d’Italia” ed agli esperti del Touring Club.
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Leggi l’Articolo Completo su Vanity Fair!

 
 

La Calabria che non ti aspetti

Il Villaggio Residence Tramonto si fa promotore delle bellezze spesso sconosciute della Calabria e dei Calabresi. Nasce il nuovo canale sociale con hashtag #lacalabriachenontiaspetti .
Facebook, Pinterest, Twitter, Instagram sono tutti i social dove verranno postate immagini e notizie trovate in rete. All’interno della Galleria Web è stata inoltre creata una collezione di immagini Pinterest della Calabria che non ti aspetti!

Costa Crociere sbarca in Calabria

Presentato dal presidente della regione Scopelliti e dai responsabili di Costa Crociere il progetto “Destinazione Calabria”, che prevede 18 scali nei porti di Reggio Calabria, Crotone e Corigliano Calabro.
La stagione crocieristica avrà come destinazione le coste calabresi a partire da settembre 2014 e per tutto il 2015, con Costa neoRomantica e Costa neoRiviera.
Gli scali prevedono una sosta lungo le coste per permettere ai turisti di scoprire luoghi, storia e tradizioni calabresi. Il progetto avrà inizio il 19 settembre con la crociera “Capolavori della Grecia Antica”, che avrà come destinazioni Italia, Grecia, Turchia, Malta e Francia. Gli scali continueranno nella stagione autunnale con l’itinerario “Dal mediterraneo antico verso le Terre d’Arabia”, ed a partire dal 2015 la stagione crocieristica in Calabria si svolgerà a bordo della Costa neoClassica.
 

Bronzi di Riace ambasciatori della Calabria

Dopo la fiera del turismo tenutasi a Febbraio a Milano Rho, la regione Calabria ha stipulato una convenzione con la compagnia aerea di bandiera Alitalia. Sulle fusoliere di due aerei della flotta, compariranno infatti le famose statue dei Bronzi di Riace al fine di promuovere le opere di restauro in giro per il mondo. Per tutto il mese di marzo, Alitalia effettuerà uno sconto del 15% su tutti i biglietti diretti a Reggio Calabria o Lamezia Terme con ulteriori promozioni legate all’acquisto del biglietto per la visita al museo archeologico di Reggio Calabria.

Bronzi di Riace Museo di Reggio Calabria

[heading style=”subheader”]BRONZI DI RIACE[/heading]
Le due statue bronzee, probabilmente databili al V secolo a.c., fin dal loro ritrovamento hanno sempre spinto i ricercatori a indagare sulla loro provenienza, sugli artefici e sulle figure che rappresentano. Diverse ipotesi sono state raggiunte negli anni, ma ancora oggi nessuna di queste è stata ufficialmente riconosciuta.

Probabilmente i bronzi raffigurano eroi o Dei dell’antica Grecia, sono espressione di potenza, dovuta in particolare all’impostazione delle statue. La statua indicata come “statua A” appare più nervosa, rispetto alla “statua B” più calma e rilassata. La posizione delle statue fa pensare che in antichità impugnassero scudi e armi e, molto probabilmente, la statua B portava un elmo corinzio. Dopo il ritrovamento, avvenuto nel 1972, il restauro fu portato a termine nel 1995, svelando i materiali e la tecnica di costruzione delle statue, che ha svelato anche una differenza tra le due, la quale ha fatto ipotizzare agli studiosi la possibilità che i bronzi siano stati realizzati da differenti artisti o in differenti epoche storiche.

 

[heading style=”subheader”]RESTAURO[/heading]
Nel 2009 ha avuto inizio l’opera di restauro dei due bronzi, che si è conclusa dopo 4 anni. Per il restauro è stato allestito un laboratorio, visibile ai visitatori, in una sala del consiglio regionale della Calabria. Il restauro ha finalmente chiarito la tecnica di costruzione “a cera persa” utilizzata dall’artefice, o dagli artefici, delle due opere. È stato possibile osservare alcuni chiodi utilizzati nella costruzione dei bronzi e ancora presenti sulle statue.
Pochi giorni fa i bronzi sono tornati nella loro sede, al museo Nazionale di Reggio Calabria, per essere osservati in tutto il loro splendore, finalmente nella posizione eretta. Le statue sono state posizionate su uno speciale basamento in marmo di Carrara, progettato con tecniche antisismiche per assicurare alle due statue la massima sicurezza e stabilità, affinché il loro splendore possa restare tale ancora per tantissimi anni.

 

[heading style=”subheader”]CONTROVERSIE[/heading]
A questo proposito ricordiamo brevemente la storia del loro ritrovamento e tutte le controversie che suscita. Siamo nell’Agosto del 1972 in Località Riace Marina, quando il maresciallo della Guardia di Finanza Luciano Bottolico (del distretto di Monasterace), informato di un particolare ritrovamento in mare, si reca assieme all’appuntato Francesco Staglianò dai notificanti Giuseppe Sgrò, Domenico Campagna, Cosimo ed Antonio Alì. Giunti sul posto, ove era giunto anche il capitano Enzo Rudatis, (comandante del Nucleo di Locri), il gruppo si reca, tramite una barchetta utilizzata dai ragazzi per attività di pesca, presso il punto di ritrovamento indicato con una boa improvvisata. Il finanziere decide dunque di immergersi e risalito esclamò “E’ vero!” e ne ordina il presidio del tratto d’interesse. Nel frattempo il capitano Rudatis si recava presso il suo distaccamento e, in un secondo momento, il Bottalico telefonava al proprio comandante per riferire dell’autenticità della scoperta. Da quest’ultimo ebbe però una curiosa risposta “Ho appena ricevuto una telefonata dalla Sovrintendenza reggina che ha riferito denuncia di rinvenimento, in tarda mattinata, da parte del signor Stefano Mariottini”.
Qui nasce l’ovvia indagine dell’Autore Giuseppe Braghò, il quale fa notare che qualora il Sig.re Mariottini avesse sporto denuncia di ritrovamento, presso qualsiasi Sovrintendenza o ufficio adepto, prima dall’avvenuta del Finanziere, sicuramente questo, nonché il comandante Rudatis sarebbero stati già consapevoli dell’accaduto. I Bronzi: le altre verità”, questo il titolo del libro edito da Braghò che gentilmente ci concede il permesso di pubblicare questa recensione della Sua opera.
Leggendo tra le righe di questo volume, si evince immediatamente la personalità dell’Autore, un uomo che, di mestiere non fa il giornalista né l’investigatore, ma segue con determinazione un argomento che lo affascina e lo incuriosisce cioè il ritrovamento dei Bronzi di Riace e dei misteriosi contorni che attorniano questa vicenda.Il libro consta di una prima fase ove il narratore gli avvenimenti secondo un criterio storico così come oggi è conosciuto, mentre, in un secondo momento il racconto assume un aspetto più tecnico corredato da numerosi documenti. In una terza fase nasce l’inchiesta che si conclude con una riflessione sul potere del “sistema” e la sua volontà di occultazione alla conoscenza pubblica.
Dal libro riportiamo inoltre la frase dell’Autore Giuseppe Braghò: “ Mi piacerebbe cantar una canzone intelligente, che segua un filo logico portante, e che sia piena di bei ragionamenti, insomma una canzone intelligente che spieghi un po’ di tutto, o di niente…” .

Frida's Friends Facebook Christmas Contest 2013

[heading style=”subheader”]Contest[/heading]

Il Villaggio Tramonto sostiene Frida’s Friends Onlus con un Christmas Contest per il periodo natalizio 2013. Dal 08/12/2013 al 24/12/2013, per ogni nuovo Fan della pagina Facebook Ufficiale del Villaggio Tramonto, verranno devoluti € 0,30  all’associazione.

[heading style=”subheader”]Chi è Frida’s Friends Onlus?[/heading]

L’associazione Frida’s Friends Onlus ha la mission di diffondere la sinergia animale-uomo attraverso molte iniziative come la Pet Therapy che trasmette la sua forza in situazioni più o meno complicate come autismo, sindrome di down o in tutte gli scenari di disagio dove la vicinanza di un cane, un gatto o altri animali possono fare la differenza!

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[heading style=”subheader”] Frida’s Friends in Immagini[/heading]

[heading style=”subheader”]Riferimenti[/heading]
Telefono:  +39 334 6605598
Fax: +39 02.217802659
Email: fridasfriends[@]gmail.com
Indirizzo Sede: Via Tiziano Vecellio, 20900 Monza ( MB )
Sede Operativa: Via della rocca – Cambiago.
Web: www.fridasfriends.it

 

Museo delle Reali Ferriere Mongiana

[heading style=”subheader”]Inaugurato il Museo delle Reali Ferriere Borboniche a Mongiana.[/heading]
 
Recentemente il presidente della regione Calabria, Scopelliti, ha inaugurato il Museo delle Reali Ferriere Borboniche di Mongiana. Il restauro di questo antico edificio era iniziato nel 1975, oggi, grazie ad un finanziamento della regione, i lavori si sono conclusi, dando vita ad uno splendido ricordo dell’importanza delle Reali Ferriere.
Le origini di Mongiana sono collegate proprio alla costruzione di questo polo siderurgico, voluto dai monarchi borboni. Anticamente la fabbrica si estendeva su una superficie di circa 2 km che costeggiavano i fiumi Ninfo e Allaro. All’interno delle officine del ferro vi era anche la fabbrica di armi, costituita da un edificio a tre piani a cui si accedeva dalle colonne oggi visibili all’entrata del museo, all’epoca decorata dalle statue del re e della regina. L’intero complesso ospitava anche alloggi per gli impiegati, caserme per gli operai e manovali.
Successivamente al regno di Ferdinando IV di Borbone l’industria di Mongiana continuò a svolgere un ruolo fondamentale anche durante il decennio francese, Si calcola che all’inizio del 1860 l’industria siderurgica delle Reali Ferriere contava 1500 operai, che vi si trasferirono con le famiglia.
Gli anni bui per questo che era considerato un gioiello calabrese iniziano con l’unità d’Italia, venne favorita la vendita a privati e furono privilegiati gli insediamenti industriali nel nord Italia, per la vicinanza ai complessi industriali già esistenti in Piemonte, Lombardia e Liguria. Le strutture furono vendute, gli operai licenziati, e in poco tempo le Reali Ferriere furono dismesse.
Il Meridione d’Italia oggi vuole ricordare la magnificenza del suo passato, così Mongiana inaugura il suo Museo.

Brigantaggio in Calabria

Longobucco covo dei briganti In Calabria, ed in particolar modo in Sila, il brigantaggio non fu fenomeno di delinquenza comune; nacque dal gran malessere socio-economico di quegli anni (XVII-XIX sec.) e si dimostrò con tutta la sua violenza, che la miseria e l’ingiustizia, di un periodo in cui l’autorità corrotta e i notabili feudatari alimentarono. Molti furono i briganti, le cui gesta ancora oggi si raccontano, che occupavano i monti e le valli della Sila.
Brigantaggio a Longobucco Longobucco, prima e dopo l’Unità , ha dato vita a numerosi briganti. Tra i più famosi ed imprendibili Antonio Santoro, detto Re Curemme e, soprattutto Domenico Straface detto Palma. Palma, nato a Longobucco nel 1829, si diede al brigantaggio nel 1860 per non finir in prigione dopo aver schiaffeggiato un ricco signorotto di Rossano. Amante delle avventure aveva un singolare coraggio, che gli porto subito ad essere capo di una banda. Conosceva ogni angolo delle montagne silane, era inafferrabile, astuto, protetto dall’omertà della povera gente, verso la quale era di una generosità senza pari.
Ancora oggi a Longobucco, per elogiare qualcuno particolarmente coraggioso, si dice che “tena u curaggiu e Parma” (ha il coraggio di Palma).Il “re della montagna” fu ucciso la sera del 12 Luglio del 1869 in contrada Timpone Curcio di Spezzano Grande, forse a tradimento, da un suo amico.Tutto il territorio di Longobucco è legato alla storia del brigantaggio: non vi è luogo ove non sia stato avvistato, catturato o ucciso qualche brigante; non vi è piccola e povera casa utilizzata come nascondiglio o ricovero.
Sul Campanile venivano appese le teste mozzate dei briganti giustiziati. La tradizione vuole che i briganti sparassero alla sfera di rame posta sulla cuspide, per esercitarsi. Il luogo più importante e famoso covo dei briganti è la Petra e ra Gna Zzita, località posta di fronte al paese: la tradizione vuole che qui sia nascosto un favoloso tesoro costituito da una chiocca e da una quindicina di pulcini d’oro. I briganti, per conservar il segreto e proteggere il nascondiglio avrebbero sacrificato sul posto una giovane sposa.
Autore Francesco De Simone www.tessituralongobucco.it

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Francobollo Costa Degli Dei Capo Vaticano

L’ufficio Stampa delle Poste Italiane ha pubblicato l’elenco dei francobolli commemorativi che verranno prodotti durante l’anno corrente. Nella sezione dedicata al Turismo, figura un francobollo dedicato alla Costa degli Dei – Capo Vaticano (VV) .  L’emissione ufficiale avrà luogo in data 12/07/09. Nello stesso giorno, la proloco di Capo Vaticano ha organizzato un festeggiamento con stand ed eventi correlati.
francobollo-capovaticano
Dichiarazioni dell’attuale Sindaco del Comune (Domenico Laria) e del Presidente della Proloco (Prof.ssa Maria Eugenia Soriano):
“Il Francobollo racchiude l’immagine del “Capo” in una stupenda cornice che sarà consegnata alla storia e invia al mondo intero il nostro saluto, il nostro messaggio di amicizia, il nostro invito a visitare Capo Vaticano rinomata località turistica Calabrese e a gustare le delizie dell’arte culinaria locale basata sulla famosa Cipolla Rossa”