Temperatura: 27 °C
Orario Locale: 06:06 pm

c/da Tonicello snc, Capo Vaticano, (VV), ITALIA

1,3 km da Stazione Treni

Numero Camere
* Miglior Prezzo Garantito

Musei Ricadi – Capo Vaticano da vedere

Il Comune di Ricadi dispone di una rete museale costituita da cinque musei con diverse tematiche e di una biblioteca. I musei da visitare sono:

  • Museo della Cipolla Rossa IGP di Tropea (Capo Vaticano)
  • Museo del Mare  (Capo Vaticano)
  • Museo delle Torri (Torre Marrana Brivadi)
  • Museo Archeologico e Paleontologico (Santa Domenica)
  • Museo Demoetnoantropologico (Ricadi)

 

E’ possibile reperire ulteriori informazioni sui Musei attraverso il sito Musei Ricadi Capo Vaticano

Mulino ad Acqua funzionante Loiacono

Risalente al 1750 circa ed ubicato nel comune di Drapia (VV) a breve distanza da Tropea e Capo Vaticano, sorge il Mulino ad  Acqua Loiacono. Riportato alla luce dopo anni di inattività si tratta del mulino più a Monte del vallone Riaci e grazie all’azione dell’acqua le sue funzionalità sono ad oggi perfettamente ammirabili.
Scavato nella Pietra e caratterizzato da una copertura di volta a botte in conci di pietra disposti a coltello, il mulino si differenzia dagli altri per la saetta a forma di tronco conico. Antistante il locale molitura è presente è presente un secondo vano nel quale sostava il mulo utilizzato quale mezzo di trasporto per i cereali da cui veniva ricavata la farina.

COME ARRIVARE AL MULINO DI DRAPIA LOIACONO

Il Mulino Loiacono è raggiungibile sulla strada SP 18 a circa 3 km da Tropea e 10 km da Capo Vaticano in Provincia di Vibo Valentia in Calabria.


 

FUNZIONAMENTO DEL MULINO LOIACONO

L’acqua del Torrente viene incanalata attraverso un canale naturale e dirotta nella saetta alta circa 12 metri dopo essere stata filtrata da detriti e sabbia per mezzo di una graticola in ferro. . Precipitando, l’acqua riesce ad azionare il movimento della ruota costituita da pale in legno e collegata ad una ruota in granito che con il suo moto rotativo macina i cereali per la produzione di farina. La forma ad imbuto della saetta consente di amplificare la potenza dell’acqua aumentando la forza generata sulla macina.

 
 
 
Indirizzo: SP 18 – Comune di Drapia
Contatti: e-mail mulinoloiacono@gmail.com
Facebook: Mulino Drapia Loiacono
Tel: 340 823 8163

Le Grotte degli Sbariati a Zungri Insediamento Rupestee

Era il X secolo e la Calabria, come altre attuali regioni, subiva incursioni Arabe lungo la costa. I gruppi etnici che popolavano questi territori iniziarono quindi una significativa immigrazione verso i territori interni che garantivano maggiore sicurezza.

Questi avvenimenti storici trovano maggior riscontro nelle Grotte degli Sbariati (tr: Sbandati) di Zungri. Su una superficie di circa 3 kq sono presenti circa 100 abitazioni scavate a mano nella roccia con una o due camere.

Ancora visibili le reti viarie formate da scalini e le reti idriche formate da “serbatoi” e canali aperti. Ogni abitazione è diversa dall’altra, talune sono a pianta quadrata o rettangolare mentre altre a pinta circolare con una copertura a volta con un foro centrale per l’aerazione. Altre dimore presentano invece finestre circolari e nicchie scavate nelle pareti dove venivano ubicati letti e mensole.

Il nome delle grotte (degli Sbandati) è giunto sino ai giorni nostri documentando di per sè la vita ascetica che la gente che popolava questi insediamenti aveva deciso di intraprendere distaccandosi dagli allora maggiori centri urbanistici.

 

Contatti:

Sito Web: Grotte Zungri

 

Da visitare a Tropea

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Da visitare a Capo Vaticano

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Museo delle Reali Ferriere Mongiana

[heading style=”subheader”]Inaugurato il Museo delle Reali Ferriere Borboniche a Mongiana.[/heading]
 
Recentemente il presidente della regione Calabria, Scopelliti, ha inaugurato il Museo delle Reali Ferriere Borboniche di Mongiana. Il restauro di questo antico edificio era iniziato nel 1975, oggi, grazie ad un finanziamento della regione, i lavori si sono conclusi, dando vita ad uno splendido ricordo dell’importanza delle Reali Ferriere.
Le origini di Mongiana sono collegate proprio alla costruzione di questo polo siderurgico, voluto dai monarchi borboni. Anticamente la fabbrica si estendeva su una superficie di circa 2 km che costeggiavano i fiumi Ninfo e Allaro. All’interno delle officine del ferro vi era anche la fabbrica di armi, costituita da un edificio a tre piani a cui si accedeva dalle colonne oggi visibili all’entrata del museo, all’epoca decorata dalle statue del re e della regina. L’intero complesso ospitava anche alloggi per gli impiegati, caserme per gli operai e manovali.
Successivamente al regno di Ferdinando IV di Borbone l’industria di Mongiana continuò a svolgere un ruolo fondamentale anche durante il decennio francese, Si calcola che all’inizio del 1860 l’industria siderurgica delle Reali Ferriere contava 1500 operai, che vi si trasferirono con le famiglia.
Gli anni bui per questo che era considerato un gioiello calabrese iniziano con l’unità d’Italia, venne favorita la vendita a privati e furono privilegiati gli insediamenti industriali nel nord Italia, per la vicinanza ai complessi industriali già esistenti in Piemonte, Lombardia e Liguria. Le strutture furono vendute, gli operai licenziati, e in poco tempo le Reali Ferriere furono dismesse.
Il Meridione d’Italia oggi vuole ricordare la magnificenza del suo passato, così Mongiana inaugura il suo Museo.

Costabella

Spesso, viene utilizzata la terminologia “Costabella” per indicare quel lembo di terra di Calabria tra Briatico e Nicotera. Utilizzato per fini promozionali o turistici non ne conosciamo la discendenza e pertanto ci siamo documentati convergendo verso il noto poeta Giuseppe Berto autore di questo prezioso e ormai etichettante termine.

Ci Troviamo sul basso Tirreno, sulla punta che divide i golfi di Sant’Eufemia e Gioia Tauro. La punta si chiama Capo Vaticano. C’è un faro di prima classe: siamo già prossimi allo Stretto di Messina e i naviganti hanno bisogno di riferimenti. Penso che il capo si chiami Vaticano per lo stesso motivo per cui un colle di Roma si chiama alla stessa maniera: sacerdoti e indovini vi andavano a scrutare il futuro, basandosi sul volo degli uccelli e altre cose. Duecento metri al largo della punta c’è uno scoglio chiamato Mantineo, e in greco <<mantéuo>> significa comunicare la volontà divina. Il capo era un posto sacro, e lo è tutt’ora, nonostante tutto. Guardando l’aspra scogliera dall’alto, si può, nelle giornate buone, ossia quando le correnti non trasportano troppe immondizie, avere l’impressione che Ulisse sia passato là sotto, appena passato intendo dire. Nei giorni limpidi, rari d’estate ma frequenti nelle altre stagioni, si hanno di fronte le Isole Eolie: Stomboli, Panarea, Salina, Lipari e Vulcano.

L’ultimo giorno di Aprile e il 13 s’Agosto, guardando da Capo Vaticano, si può, con un pò di fortuna, vedere il sole che scende nel cratere dello Stromboli. Talvolta, nei tramonti d’inverno, capita che si scorga Capo d’Orlando, lontano nella Sicilia. Accade anche, e non tanto raramente, che appaia a Sud-Ovest una montagna immensa: è l’Etna. Così si hanno, nel giro d’orizzonte, due vulcani e tutti e due fumano. Non è magica, ma chi ha la ventura di vedere ciò ne tiene sospetto. Il tratto di Costa che culmina in Capo Vaticano va dal fiume Angitola sul golfo di Sant’Eufemia al fiume Mesima sul Golfo di Gioia Tauro: è pieno di storia e di bellezza molto rovinata, ma ancora bellezza, visto che altrove è accaduto di peggio. Non ha nome, ma sarebbe bene che ne avesse uno. Si potrebbe chiamarlo Costabella, con un pizzico di rimpianto e nostalgia. La Costabella ha nobili cittadine, che non sono ancora del tutto perdute: Pizzo, Tropea, Nicotera. Tropea è fatalmente la capitale turistica. La capitale commerciale è invece Vibo Valentia, che per fortuna sta un pò lontana, sulle montagne. Lungo il mare vi sono luoghi molto belli: il lido di Briatico, Sant’Irene, la Punta di Zambrone, la costa di Parghelia, Riaci, la scogliera di Joppolo. Addentro, sulle colline, vi sono vecchi borghi che val la pena di visitare, prima che spariscano. Il più bello è forse Ciaramiti, al quale si arriva in pochi minuti, dalla strada Tropea-Capo Vaticano. A questi borghi, che niente hanno di monumentale, ma possiedono grandissima dignità e armonia, con umiltà.

Giuseppe Berto

La chiesa di Piedigrotta a Pizzo Calabro

A due passi dal mare, presso la scogliera di Piedigrotta a Pizzo, sorge una chiesetta scavata nel tufo di una grotta naturale. In questo luogo solitario da più di due secoli, gli abitanti di Pizzo vanno per innalzare le loro preghiere alla “Madonnella”.

La chiesetta con le sue ombre, suscita nel visitatore forti suggestioni e rimanda a lontane leggende. Il mare sottostante inonda le sue navate di sommessi fruscii. Si narra che sul finire del XVII secolo, un veliero in balia del mare tempestoso, fu scaraventato contro le rocce dove oggi sorge la chiesetta. L’equipaggio riuscì a salvarsi e gridò al miracolo, attribuendo all’intervento di un quadro della Madonna che si trovava sulla nave. I marinai allora collocarono il quadro in una buca scavata nella roccia e promisero che sarebbero tornati a erigere una chiesetta per la grazia che avevano ricevuto. I marinai Pizzitani, decisero allora di scavare una grotta e abbellirla con statue tutte scavate nel tufo che raffigurano scene di vita dei santi. L’opera venne iniziata nel 1880 da Angelo Barone che prestò il suo impegno poi proseguito dal figlio Alfonso.

Costa Degli Dei spiagge

La Costa Degli Dei, è un tratto di costa Calabrese che inizia da Pizzo Calabro e termina con Nicotera. Questi luoghi presentano una particolare costa frastagliata unita da un mare cristallino. Tale la sua bellezza da essere paragonata ed accostata agli Dei in quanto territorio ricco di mitologia e di incroci con cultura Greca e Romana.
Presentiamo di seguito l’elenco delle spiagge, Scogli e porti che caratterizzano la Costa degli Dei specificandone nome, caratteristiche, etimologia e significato.

  • Spiaggia Angitola: prende il nome dalla stessa località.
  • Spiaggia ‘A Tonnara: in passato era ubicazione di pescatori di tonno.
  • Spiaggia ‘U Nautico: in quanto nelle vicinanze ha sede la scuola dell’Istituto Nautic
  • Secca da Spina: in quanto ha la forma di una spina di pesce.
  • Spiaggia Bellamena: prende il nome dalla medesima località.
  • Spiaggia ‘A Timpa lanca: in quanto presenta una rupe sprovvista totalmente di vegetazione.
  • Spiaggia Pennello: prende il nome dalla medesima località.
  • Spiaggia Bivona: prende il nome dalla medesima località.
  • Dragara di Bivona: prende il nome dalla medesima località.
  • Dragara di Trainiti: prende il nome dalla medesima località.
  • Spiaggia di Trainiti: prende il nome dalla medesima località.
  • Spiaggia La Pietra dei Selvaggi: semisommersa dalle acque nel 1638 costituiva parte di un molo di epoca Romana.
  • Spiaggia Scrugli: in quanto in passato apparteneva alla famiglia Scrugli.
  • Scoglio ‘A Vaporia: in quanto in passato questo scoglio fu causa di un incidente di un vaporetto.
  • Spiaggia S. Giorgio: dedicata al Santa.
  • Torre la Roccetta: è una torre di avvistamento del XVI secolo costruita contro le insidie dei saraceni.
  • Scogli della Catena: perchè tutti gli scogli sembrano come fossero incatenati.
  • Spiaggia ‘A Fontana: perchè tutt’ora vi è una sorgente di acqua dolce.
  • Spiaggia Calagrande: perchè nel fondale antistante i pescatori possono calare le reti facendo ampi percorsi.
  • Scogli ‘I Porcei: visti in lontananza danno l’impressione di piccoli suini.
  • Spiaggia ‘A Monaca: in quanto vi faceva il bagno un’Anziana Monaca.
  • Secca ‘A Vrace: in quanto la spiaggia si dice abbia particolare calura simile ad una brace.
  • Spiaggia S. Irene: in quanto in tempi antichi venne edificata una chiesetta in onore della Santa
  • Scoglio della Galea: perchè contiene ancora delle cellette che un tempo venivano usate come prigioni.
  • Spiaggia ‘U Potame: dal nome del torrente.
  • Spiaggia ‘A Cava: in passata vi era una cava dove veniva estratta la pietra.
  • Spiaggia ‘U Bacino: perchè vi sono delle spiaggette a forma di bacino.
  • Spiaggia di Capo Cozzo: dove gli scogli anno la forma del collo umano.
  • Spiaggia ‘U Vajuni ‘A Rina: perchè vi è un ruscello che tutt’ora porta un’ingente quantità di sabbia nel mare.
  • Spiaggia ‘A Casa Russa: perchè i pescatori prendevano come riferimento costiero l’unica abitazione esistente un tempo costituita da una casa di colore rosso.
  • Spiaggia i Cancini: Perchè sulla spiaggia vi erano due cancelli che fungevanno da ingresso in un’abitazione.
  • Spiaggia ‘I Puzzi: perchè molto vicino alla spiaggia vi erano due pozzi usati dai pescatori.
  • Spiaggia Vurdila: in quanto in questo punto vi è un forte vento di levante.
  • Spiaggia ‘A Tunnara: Si narra che nel 1700 questa spiaggia era sede di una piccola industria di tonno che subì un periodo di carestia. A seguito, una suora promise più proficuità all’azienda e ciò avvenne.
  • Scoglio i Furchi: perchè essendo due scogli vicino all’altro danno l’impressione di una forca.
  • Spiaggia Vavalacu (lumaca di mare): perchè in prossimità del mare viveva un contadino e ogni qual volta il mare distruggeva la sua esile abitazione, lui la ricostruiva proprio come fa una lumaca di mare.
  • Scoglio ‘A Pizzuta: perchè finisce a punta.
  • Scoglio ‘A Mitraglia: perchè in epoca di guerra era una postazione militare.
  • Scoglio ‘A Piramide: perchè a forma di piramide
  • Scoglio Pilu Bianco: perchè una persona anziana pescava sempre in questa spiaggia.
  • Scoglio Maccarunaru: perchè luogo preferito di pesca da un tipo losco denominato Maccarunaru.
  • Spiaggia ‘U Cannuni: perchè nel 1600 esisteva una postazione di cannoni.
  • Scoglio San Leonardo: perchè sulla sua sommità anticamente esisteva una chiesetta dedicata a S. Leonardo. Questa era meta di coppie e fidanzati che si giuravano eterno amore.
  • Spiaggia ‘A Rotonda: perchè vi è una spiaggia a forma circolare.
  • Spiaggia Mare piccolo: perchè vi è una piccola spiaggia ai piedi dell’Isola di Tropea.
  • ‘A Grutta dell’amore: piccola grotta raggiungibile solo a nuoto luogo di amori appartati.
  • Spiaggia ‘A Linguata: tratto di spiaggia a forma di lingua.
  • Scogli ‘I Messaggi: in quanto un naufrago vi si era appigliato prima di morire lasciando tristi messaggi.
  • Spiaggia del Convento: Perchè sottostante al convento dei Frati Minori:
  • Spiaggia Passu Cavalieri: perchè da una rupe cadde e morì un cavaliere.
  • Scoglio Balla du Sapuni: perchè a forma di un antico formato di sapone.
  • Spiaggia l’Occhiale: perchè sono visibili da lontano due forature simili a degli occhiali.
  • Spiaggia petri du Mulinu: dove venivano ricavati enormi massi utilizzati dai mulini.,
  • Grotta dello Scheletro: entrati dentro, la parte inferiore del corpo che viene immersa dalle acque, assume colore viancastro simile ad uno scheletro.
  • Spiaggia Volu du Corvaru: perchè sulla sua rupe si annidano i corvi.
  • Scoglio di Riace: detto anche Scoglio Grande.
  • Scoglio Ardito: per la sua forma simile ad una tipologia di fungo detta Ardito.
  • Spiaggia Giardinello: perchè vi esisteva una grande giardino
  • Spiaggia ‘A Massara: perchè una contadina della famiglia dei Massara, abitava nelle prossimità.
  • Passu du Gabbaturcu: perchè dei pescatori di Tropea, riuscirono a sfuggire alla cattura di barche saracene facendole incastrare tra due scogli appena emergenti.
  • Spiaggia a Casa du Gaiuzzu: in quanto vi era un contadino che allevava i polli.
  • Spiaggia Fiorinea: spiaggia dove crescono particolari fiori selvaggi che emanano un particolare profumo.
  • Spiaggia ‘A Praia i Focu: si dice che a causa dell’eccessivo calore estivo, la rupe prenda fuoco spontaneamente.
  • ‘A Grutta di Muzio: in quanto vi rimase nascosto un latitante chiamato Muzio.
  • Scoglio Mantineo: secondo la leggenda vi abitava una maga chiamata Mantinea che prediceva il futuro ai naviganti.
  • Spiaggia ‘A Ficara: perchè sulla rupe vi è un’antico albero di fico.
  • Spiaggia Petrario: perchè con eccessiva presenza di massi e ciottoli.
  • Spiaggia Salamite: in passato erano presenti numerose lucertole.
  • I Biccheri: Scogli che visti da lontano assomigliano a due bicchieri.
  • Grotta du Stefaneu: perchè vi si riparava dal caldo un giovane di nome Stefano.
  • ‘A vasca du luppinaru: perchè un tempo venivano lasciati a mollo i luppini.
  • Spiaggia Porticello: perchè vi è un piccolo molo naturale.
  • Spiaggia le Saline: perchè sino a pochi anni fa vi era una fabbrica di sale.
  • Spiaggia Donna Gà: faceva il bagno una donna denominata appunto Donna Gà.
  • Grotta du Capraru: perchè venivano lasciate in queste grotte le capre di ritorno dal pascolo.
  • Spiaggia Baia dei Gabbiani: in quanto metà di numerosi gabbiani.
  • Spiaggia ‘U Pettu ‘I Fimmina: dove le donne di Nicotera andavano a lavare i propri indumenti e chinandosi lasciavano intravedere il seno.
  • Spiaggia ‘A perta russa: perché vi è un tratto di rupe costituito da pietre rossastre.

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Pizzo Calabro Hotel, storia e luoghi da visitare

[heading style=”subheader”]Pizzo Calabro[/heading]

è un comune di 8.602 abitanti, appartenente alla provincia di Vibo Valentia. Il suo territorio, è adagiato su un promontorio chiamato appunto “‘u Pizzu” di fronte al vulcano Stromboli. Nel vecchio abitato, in fondo alla Piazza della Repubblica che è il luogo principale ed è considerata il “salotto” della città, sorge il Castello Murat. I vicoli del centro storico s’intersecano in un dedalo di saliscendi e le case si ergono su una scabra rupe sporgente a guisa di promontorio verso il mare come la prua di una nave. Fu luogo di soggiorno di Cicerone che nominò la sua spiaggia prediletta “La Seggiòla”, meta di riposo di S. Pietro in viaggio per Roma e posto di rifornimento per Ulisse, come riporta Plinio. Subì duri attacchi saraceni che la distrussero completamente e fu abbandonata dai suoi abitanti che cercarono rifugio sulle montagne, allontanandosi dalla costa.Pizzo oggi è una moderna cittadina, luogo di villeggiatura rinomato per le spiagge, caratterizzate da ampi arenili sabbiosi e da suggestive insenature ricche di scogli, per il suo mare limpido e il pittoresco centro storico che sa di Medio Evo.

[heading style=”subheader”]Storia[/heading]

Le origini di Pizzo, risiedono ai tempi dell’antica Grecia e si pensa venne fondata da Napeto che dona infatti il nome ai Suoi abitanti: i napetini (o pizzitani). Pizzo Calabro divenne uno tra i luoghi di soggiorno di Cicerone, meta di riposo di S. Pietro in viaggio per Roma nonché posto di rifornimento per Ulisse, come riporta Plinio. Pizzo, come il resto della costa tirrenica della Calabria, subì incessanti attacchi provenienti dai saraceni che la costrinsero all’abbandono da parte dei suoi abitanti. Importanti tracce storiche sono reperibili nel Castello Aragonese appartenente al XV secolo. Qui, infatti, venne tenuto prigioniero e successivamente condannato a morte Gioacchino Murat, cognato di Napoleone Bonaparte e re di Napoli.

[heading style=”subheader”]Economia[/heading]
Pizzo Calabro, trae il suo sostentamento da

  • Turismo, grazie ai numerosi hotel, villaggi e residence che si riversano sulle spiagge di Pizzo Calabro
  • Pesca grazie al mare cristallino e ai permettenti fondali che ospitano una notevole varietà di fauna marina
  • Prodotti tipici, primo tra tutti il Tartufo di Pizzo Calabro, specialità dolciaria composta da gelato alla nocciola, cioccolato e cacao fuso al suo interno.

[heading style=”subheader”]Da Visitare[/heading]

  • Chi giunge a Pizzo Calabro, non può astenersi dal visitare il castello di prigionia di Gioacchino Murat, attualmente adibito a museo.
  • La piazza attorniata da numerose gelaterie artigianali
  • La Chiesa di PiediGrotta, scavata nel tufo da marinai napoletani al finire del seicento e contenente sculture anch’esse scavate nel tufo