Temperatura: 17 °C
Orario Locale: 11:03 am

c/da Tonicello snc, Capo Vaticano, (VV), ITALIA

1,3 km da Stazione Treni

Numero Camere
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Geologia della Calabria

[heading style=”subheader”]CENNI SULLA COSTITUZIONE GEOLOGICA DELLA CALABRIA[/heading]

La Calabria, per la natura geologica che la costituisce, è una delle regioni italiane maggiormente devastate da imponenti fenomeni franosi che spesso assumono carattere catastrofico. Prima di parlare delle frane e del grado generale di dissesto della regione calabrese è bene dare una panoramica circa la sua costituzione geologica strutturale e ambientale.

Formazioni ignee Le formazioni ignee, definite genericamente dalle carte geologiche ufficiali come “granito delle serre e della Sila” o come “granito anfibolo”, sono in effetti rappresentate da svariati tipi di rocce intrusive che vanno dal granito alla quarzidiorite e alla diorite con passaggio a tipi di quarzo-nonsonitici e monsonitici; a queste rocce sono spesso strettamente associate delle formazioni filoniane porfiriche anch’esse di svariatissima natura e delle intrusioni pegmatitiche talvolta di notevolissima potenza ed estensione. Tutte queste formazioni ignee costituiscono gran parte della zona orientale del massiccio della Sila, la dorsale delle Serre ed il promontorio del Monte Poro da Tropea a Nicotera.

Formazioni metamorfiche Le formazioni metamorfiche costituite prevalentemente da rocce sciolte e comprendenti una ricca serie di gneiss, micascisti e filladi sono principalmente sviluppate in corrispondenza del versante tirrenico dove formano la parte occidentale della Sila, la catena litorale da Paola a Lamezia Terme, l’Altopiano delle Serre da Maida a Chiaravalle ed il massiccio dell’Aspromonte.

Formazioni sedimentarie Per quanto riguarda le formazioni sedimentarie esse affiorano nella restante parte della penisola calabrese dai margini dei massicci della Sila, delle Serre e dell’Aspromonte alle valli che sovrastano questi massicci e fino alla fascia costiera ed alle poche zone di pianura. Questo semplice quadro generale può darci solo una panoramica della situazione geologica della Calabria, ma non è sufficiente a darci una visione chiara delle cause che determinano le frane in questa regione. E’ necessario pertanto, ricorrere alle caratteristiche tecniche delle formazioni geolitologiche della Calabria.

[heading style=”subheader”]CARATTERISTICHE TECNICHE DELLE FORMAZIONI GEOLITOLOGICHE[/heading]

Secondo P. Nicotera le formazioni geolitologiche della Calabria vengono così suddivise: 1) Formazioni recenti, incoerenti, alluvionali o marine. Sono rappresentate da terreni sciolti ma stabili in quanto situate in zone pianeggianti o leggermente acclivi. Pertanto rappresenta lo stadio finale del ciclo evolutivo del dissesto. 2) Formazioni sabbioso-conglomeratiche, sciolte o semicoerenti. Ne fanno parte le formazioni quaternarie e plioceniche caratterizzate da una composizione granulare sabbiosa con basso grado di coesione. 3) Formazioni prevalentemente argillose, compatte o gessose. Comprendono le argille più o meno sabbiose, le argille azzurre e le marne bianche o foraminifere del pliocene, le argille gessose o sabbiose, le argille più o meno salmastre del miocene. Nella generalità dei casi si tratta di formazioni facilmente erodibili ma nel complesso abbastanza stabili. 4) Formazioni essenzialmente detritiche, in generale stratificate, abbastanza coerenti. Questo gruppo comprende una maggiore eterogeneità. Per lo più sono formazioni regolarmente stratificate in spessori variabili. 5) Formazione “flyschioidi”. Queste formazioni sono rappresentate da una congerie di depositi marini costieri di origine prevalentemente meccanica. Si ha quindi un assieme di rocce svariate, comprendenti conglomerati grossolani, arenarie finissime; da calcari marnosi a calcari mummulitici; da argille più o meno scagliose a scisti argillosi. Nel loro insieme questi materiali costituiscono un terreno pieno di ondulazioni data la mollezza del materiale. 6) Formazioni sedimentarie spiccatamente lapidee. A questo gruppo appartengono rocce di età del mesozoico e terziario. Si presentano molto compatte, tenaci e stabili, ma per le vicissitudini tettoniche che hanno subito, generalmente si hanno delle fratture che fanno perdere le caratteristiche originarie. 7) Formazioni sericitico-filladiche e rocce ad esse strettamente connesse. Comprendono quasi tutti gli svariati tipi di scisti e sono detti genericamente “filladi”. Si tratta di un complesso di rocce minutamente scistose, e, nella generalità dei casi, così profondamente alterate e disfatte, con processi di argillificazione così spinti che sono da considerarsi tra le formazioni più instabili della regione calabrese. 8) Formazione scistoso-cristalline e “rocce verdi”. Appartengono a questo gruppo delle rocce di età paleozoica caratterizzate da una scistosità più moderata, da una grana più grossolana e una più spiccata cristallinità. Comprendono tutti gli svariati tipi di gneiss e micascisti, gli scisti d’inezione e di contatto e le diverse rocce verdi. Presentano una maggiore compattezza. 9) Formazioni granitoidi. Sono le formazioni maggiormente diffuse. Queste rocce, per lo stato di intima sconnessione e tettonizzazione e per il profondo stadio di alterazione raggiunto, sono quelle che maggiormente contribuiscono al grave stato di dissesto che affligge la regione calabrese. 10) Rocce massicce intrusive od intercalate nelle formazioni granitoidi, scistoso-cristalline e filladiche. Questo gruppo è raro nella penisola calabrese e non desta preoccupazioni data la loro forte stabilità.

Questa esposizione geolitologica basata sulle caratteristiche tecniche delle diverse formazioni è indispensabile, nella trattazione delle “zone” e “bacini”, onde poter meglio dedurre i movimenti franosi nel loro aspetto e nel loro grado.