Temperatura: 14 °C
Orario Locale: 07:47 pm

c/da Tonicello snc, Capo Vaticano, (VV), ITALIA

1,3 km da Stazione Treni

Numero Camere
* Miglior Prezzo Garantito

Giochi Antichi

Di Seguito riportiamo alcuni tra i più famosi giochi antichi calabresi di un tempo dove il divertimento dipendeva esclusivamente dalla fantasia e intraprendenza dei bambini che nulla avevano fuorché la voglia di fare.
Gallinella zoppa zoppa
In assenza di televisione, i nonni, intrattenevano i propri nipoti con questo gioco che consisteva nel porre entrambe le mani dei giocatori un un piano e a turno veniva chiamato un numero dal 21 al 29 e cominciando da un dito a caso, si faceva una sorta di Conta Filastrocca che recitava così:

Callinella zoppa zoppa
quantu pinni ti ‘ndi ntocca
 
tindi ‘ntocca vintiquattru
 
unu, dui, tri e quattru.
 

Al termine veniva escluso il dito sul quale la conta era terminato e così sino al vincitore che ovviamente risultava l’ultimo dito rimasto sul piano.
U Surici e a Mazza
Questo gioco veniva praticato dai ragazzi e consisteva in un bastoncino di legno con lunghezza di circa 50-60 cm che veniva detto ” a mazza” e di un altro pezzo di legno con lunghezza di circa 15 cm che presentava nelle due estremità una sottigliatura con forma a punta e questo veniva detto “u surici”. Il gioco avveniva in strada o nei grandi spazi aperti e iniziava disegnando per terra un cerchio di partenza del legno. A turno, un giocatore doveva dare un colpo con la mazza al legno posto nel cerchio e una volta sobbalzato, colpirlo tentando di farlo andare il più lontano possibile. Il  giocatore avversario, doveva raggiungere il legno e cercare di rilanciarlo dentro il cerchio di partenza disturbato dal lanciatore che poteva nuovamente ribattere.
A Battimuru
Il gioco consisteva nel far battere le monete contro un muro cercando di farle cadere il più vicino possibile alla base del muro stesso. Chi si avvicinava di più vinciva tutte le monete in terra.
Gioco della Settimana
Dopo aver disegnato in terra un grande rettangolo contenente 8 quadrati numerati dall’uno all’otto ed iniziando dalla parte destra, ciascun partecipante si procurava una pezzo di piastrella e dopo la conta, iniziava il gioco. Veniva tirato il sasso nella casella numero uno e saltellando su una gamba, bisognava recuperarlo e lanciarlo nella casella successiva per poi ripetere l’operazione sino all’ultima casella. Vinceva chi riusciva a restare il maggior tempo possibile in piedi o chi non gettava il sasso fuori dalle caselle.
I vivi e i morti
I partecipanti si procuravano pezzi di piastrelle che venivano poste in senso verticale. Ciascuna piastrella rappresentava un giocatore, e la sua posizione verticale rappresentava l’essere in vita. Attribuita ciascuna piastrella ad un giocatore, a turno i singoli partecipanti, da una distanza di 10 metri, dovevano colpire le piastrelle con un sassolino cercando di farli cadere e quindi di eliminare il resto dei giocatori. Vinceva chi buttava tutti gli avversari.