Temperatura: 17 °C
Orario Locale: 10:56 am

c/da Tonicello snc, Capo Vaticano, (VV), ITALIA

1,3 km da Stazione Treni

Numero Camere
* Miglior Prezzo Garantito

Giganti della Sila

Nell’immensa foresta primigenia che anticamente ricopriva tutto il territorio della Sila, ricoperta da numerosi alberi e piante cominciarono assai presto a far manomissioni i coloni Greci e soprattutto i Romani, mossi dalle ingenti risorse industriali che intravedevano in quella rigogliosa vegetazione: un enorme approvvigionamento a cielo aperto di resine, pece, combustibile, legnami per cantieri navali e costruzioni militari e civili.

Lo scempio proseguì per tutto il medioevo, fino ai giorni nostri, con gli ultimi indiscriminati diboscamenti del Gariglione durante gli anni ’30 e nel secondo dopoguerra. Nonostante questa storica attività di depredamento di una delle aree boschive più importanti dell’intero bacino Mediterraneo, sono tuttavia ancora visibili, qua e là, eccezionali esempi di gigantesche e spettacolari piante plurisecolari, se non addirittura millenarie. In Sila Greca, per esempio, nel bosco di Gallopane, tra Lon­gobucco ed il lago Cecita (variante itinerario n° 8), all’interno di una giovane faggeta si ergono numerosi esemplari di pino gigante, alcuni dei quali alti fino a 40 metri e con un diametro alla base di oltre 2 metri. Censita e protetta dal WWF, l’area boschiva dei castagni secolari di Cozzo del Pesco si presenta come un eccezionale monumento della natura.

Alcuni alberi hanno la circonferenza di oltre 9 metri, con la base completamente cava, tanto che una persona vi può stare dentro in piedi, altri si sdoppiano formando strutture gemellate e simmetriche o si dispiegano in orizzontale con forme tozze e contorte. In C.da Leuca infine, si trova la seconda quercia d’Italia per età e dimensioni, vecchia di 600 anni. Senza contare i numerosi esemplari secolari di ulivo greco disseminati un po’ ovunque nella campagna ros­sanese.
 

Comunità Montana Sila Greca

[heading style=”subheader”]Scheda Informativa[/heading]

La Comunità Montana della Sila Greca è una confederazione dei centri e comuni presenti all’interno della zona Silana che si affaccia sullo Jonio. Questa risorsa, oltre a tutelare il patrimonio naturalistico, favorisce la promozione turistica e culturale di questi territorio, organizzando ed offrendo servizi atti alla conoscenza e alla scoperta di queste zone. I comuni facenti parte della comunità Montana sono 12 e sono: Calopezzati, Caloveto, Campana, Cariati, Cropalati, Longobucco, Mandatoriccio, Paludi, Pietrapaola, Rossano, Scala Coeli, Terravecchia. La sede di questa importante risorsa è ubicata a Rossano e comprende un territorio di più di 97.000 Ha. Al suo interno sono tutelati numerosi ed importanti corsi d’acqua come il Triionto, il Cino

[heading style=”subheader”]Storia[/heading]

La frequentazione da parte dell’Uomo di questi territori, risale all’epoca dell’età del ferro. Successivamente, attorno al 1700 a.C una popolazione nota con il nome di Enotri si insedia nelle colline della Sila Greca iniziando una vasta coltivazione di vitigni. Agli Enotri, si susseguirono i Brettii o Bruzi, che al contrario dei predecessori, si dedicavano principalmente alla guerra costruendo numerosi centri militari e di fortificazione attuo a difesa del territorio. La civiltà dei Bruzi però, svanisce con l’avvento dei Romani che avviarono una vasta campagna di latinizzazione del territorio e insediando gli usi e gli stili architettonici, costruendo ville rurali e centri commerciali. A seguito della Caduta dell’impero Romano, il territorio pianeggiante della Sila Greca, viene abbandonato dalle popolazioni che si insediarono nell’entroterra silano. I Bizantini, collocano in questo territorio, importanti centri strategici e militari. Intanto attorno al 1400 i Saraceni distrussero Bisanzio e inizio così la decadenza di questo territorio. Cento anni dopo, il territorio della Sila si ritrovò fuori dagli interessi Europei e non venne considerata come importante risorsa del Meridione. Pertanto, accrebbero i malcontenti della popolazione che sfociarono nel Brigantaggio, fenomeno, che proseguì sino al 1800.