Temperatura: 13 °C
Orario Locale: 03:59 am

c/da Tonicello snc, Capo Vaticano, (VV), ITALIA

1,3 km da Stazione Treni

Numero Camere
* Miglior Prezzo Garantito

Gerardo Sacco

Gerardo Sacco appartiene di diritto ai personaggi illustri della Calabria. Nel 1969 avvia la sua azienda artigianale di produzione orafa e in breve tempo i suoi capolavori raggiungono fama e riconoscimenti a livello nazionale.  Successivamente, a seguito della sua specializzazione di cultura Magno Grecia, bizantina, rinascimentale e barocca, vinse il 10° premio alla Mostra dell’Artigianato Orafo di Firenze. Molte delle sue opere sono state esposte in vari musei nazionali e internazionali.
Gerardo Sacco è stato delineato dal Comune di Paola alla realizzazione della nuova chiave della Città da offrire a San Francesco di Paola per i festeggiamenti del Santo Patrono.

Mammola

La cittadina è posta sul versante Jonico della Calabria, tra l’Aspromonte e le Serre, al centro tra il mare e la montagna, abitato fin dai tempi della Magna Grecia, le sue origine risalgono al IV – V Sec. a.C..

Rinomato centro d’arte, turistico e gastronomico, ricco di storia e tradizioni, conserva la sua struttura urbanistica medioevale con piccole case una attaccata all’altra, portali in granito, strette viuzze e piccole piazze. Da visitare le Chiese antiche della Matrice, dall’XI Sec. dove sono conservate le reliquie di San Nicodemo A.B. patrono della città, la Chiesa Annunziata del XV Sec., la Chiesa di San Filippo del XVI Sec., la  Grancia Basiliana di San Biagio del X Sec. e i Palazzi gentilizi: Del Pozzo, Spina, Ferrari, De Gregorio, Barillaro, Florimo e Casa Tarantino. Importate da visitare a 2 Km il Parco Museo Santa Barbara Musaba, diretto dall’artista Nik Spatari, che richiama centinaia di artisti di tutte le parti del mondo, numerosi sono le sculture di artisti nel vasto Parco dell’antico Monastero. Inoltre a 10 Km nelle vicinanze della Limina si trova il Santuario di San Nicodemo del Sec.X, luogo dove visse il Santo, il Santuario ricco di storia è abitato da un Monaco ed è meta tutto l’anno di numerosi fedeli e turisti e ricade nel Parco Nazionale dell’Aspromonte. Rinomati sono i prodotti tipici: stocco, ricotta e formaggi caprini, salumi, funghi, la “pizzata” pane di granturco, olio extra vergine d’oliva e altri prodotti, è la gastronomia dove si possono gustare i piatti tipici della cucina mammolese e calabrese, considerata punto di riferimento di molti turisti che soggiornano in Calabria e nella vicina Sicilia. Nel vasto territorio di Mammola sono numerosi i percorsi trekking, che ricadono nel Parco Nazionale dell’Aspromonte e nella catena delle Serre.

Da ricordare: la “Sagra dello Stocco” il 9 agosto, la “Festa del Fungo” l’ultima domenica di ottobre, la Festa della Ricotta Affumicata, la prima domenica di Giugno, le feste in onore di San Nicodemo. Da tempo ormai Mammola e considerata punto di riferimento turistico e gastronomico della popolazione calabrese e da molti turisti che soggiornano in Calabria e nella vicina Sicilia. Da Mammola si raggiungere con rapidi spostamenti con la Strada Grande Comunicazione “Jonio-Tirreno” (Gioiosa-Rosarno) sia la zona Jonica E 90-SS 106 (Km 9) che quella Tirrenica A3 SA-RC (Km 28).
Attrazioni consigliate a Mammola: Centro storico, Chiese, Palazzi, Parco Museo Santa Barbara, Santuario San Nicodemo alla Limina, escursioni trekking nel Parco Nazionale dell’Aspromonte, Geosito della Miniera Macariace, Mulino del Vecchio ad acqua ancora funzionante, Laghetto Marzanello, Rifugio Montano, Borgo Chiusa, Monte Scifo, Monte Seduto, Monte Sant’Elia.

Giganti della Sila

Nell’immensa foresta primigenia che anticamente ricopriva tutto il territorio della Sila, ricoperta da numerosi alberi e piante cominciarono assai presto a far manomissioni i coloni Greci e soprattutto i Romani, mossi dalle ingenti risorse industriali che intravedevano in quella rigogliosa vegetazione: un enorme approvvigionamento a cielo aperto di resine, pece, combustibile, legnami per cantieri navali e costruzioni militari e civili.

Lo scempio proseguì per tutto il medioevo, fino ai giorni nostri, con gli ultimi indiscriminati diboscamenti del Gariglione durante gli anni ’30 e nel secondo dopoguerra. Nonostante questa storica attività di depredamento di una delle aree boschive più importanti dell’intero bacino Mediterraneo, sono tuttavia ancora visibili, qua e là, eccezionali esempi di gigantesche e spettacolari piante plurisecolari, se non addirittura millenarie. In Sila Greca, per esempio, nel bosco di Gallopane, tra Lon­gobucco ed il lago Cecita (variante itinerario n° 8), all’interno di una giovane faggeta si ergono numerosi esemplari di pino gigante, alcuni dei quali alti fino a 40 metri e con un diametro alla base di oltre 2 metri. Censita e protetta dal WWF, l’area boschiva dei castagni secolari di Cozzo del Pesco si presenta come un eccezionale monumento della natura.

Alcuni alberi hanno la circonferenza di oltre 9 metri, con la base completamente cava, tanto che una persona vi può stare dentro in piedi, altri si sdoppiano formando strutture gemellate e simmetriche o si dispiegano in orizzontale con forme tozze e contorte. In C.da Leuca infine, si trova la seconda quercia d’Italia per età e dimensioni, vecchia di 600 anni. Senza contare i numerosi esemplari secolari di ulivo greco disseminati un po’ ovunque nella campagna ros­sanese.
 

Bronzi di Riace

[heading style=”subheader”]I Bronzi di Riace[/heading]
corrispondono a due statue di bronzo provenienti dalla Grecia di estrema rarità. Risalgono presumibilmente al V secolo a.C e furono rinvenute a Riace, in provincia di Reggio Calabria nel 1972. Attualmente i bronzi di Riace sono conservati presso il museo Nazionale della Magna Grecia sito in Reggio Calabria.
[heading style=”subheader”]Studio sui Bronzi di Riace[/heading]
A seguito del loro ritrovamento, molti furono gli studi che vennero fatti su questi due componenti bronzeii. Secondo alcuni studiosi, le due opere potrebbero provenire da due epoche ben distinte. Una risale infatti al 460 a.c mentre il secondo trent’anni dopo. Per quanto riguarda lo studio artistico, possiamo dire che risulta magnificente la rappresentazione della muscolatura che donano all’osservatore una sensazione di potenza.

[heading style=”subheader”]Personaggi[/heading]
Di fronte all’identità dei personaggi raffigurati nei bronzi di Riace, ci troviamo anche qui di fronte ad un bivio. E’ certo comunque che si tratti di Divinità o di Eroi in quanto il materiale utilizzato, il bronzo, risultava essere molto pregiato e costoso. Inoltre in quel periodo, questa tipologia di opere veniva realizzata per doni verso città che riscontravano in esse luoghi di culto od omaggi verso divinità.
[heading style=”subheader”]Ritrovamento[/heading]
I bronzi vennero ripescati a Riace (Reggio calabria) il 16 Agosto del 1972 dal giovane sub Stefano Mariottiche, immersosi a 300m dalla costa e trovandosi ad una profondità di circa 8m ritrovava casualmente le due sculture. Al sommozzatore infatti, apparve il braccio sinistro di uno dei due corpi, mentre le restanti parti, vennero riportate alla luce dal nucleo di sommozzatori dei carabinieri i quali gonfiarono un grosso pallone allacciato alle statue per riportarle in superficie. A primo impatto, vennero ripulite dalle alghe e dalle incrostazioni formatesi sui bronzi di Riace, mentre per un più accurato restauro, vennero inviate al centro di Restauro in Toscana. Da questo rilievo, apparve subito che il braccio destro della statua B, su cui era attaccato uno scudo, venne saldato in epoca successiva. A seguito di un’ancor più accurata supervisione, vennero ritrovati elementi diversi dal bronzo tra cui argento per i denti e per le ciglia, avorio e calcare per gli occhi, rame per le labbra. Al termine di tale lavoro, le due statue vennero esposte nel 1980 al museo Archeologico di Firenze come omaggio al centro di Restauro. Attualmente le statue vengono conservate ad una temperatura di 21/23 C° con un grado di umidità del 40-50 %.