Temperatura: 30 °C
Orario Locale: 03:17 pm

c/da Tonicello snc, Capo Vaticano, (VV), ITALIA

1,3 km da Stazione Treni

Numero Camere
* Miglior Prezzo Garantito

Corrado Alvaro

[heading style=”subheader”]Corrado Alvaro[/heading]

nacque in Provincia di Reggio Calabria sul versante Jonio nel paesino di San Luca. Figlio di maestro elementare, iniziò i suoi studi a Catanzaro ove rimase sino al 1915 quando partì alla volta del servizio di leva militare nella Prima Guerra Mondiale. Riportando ferite a San Michele del Carso, nel 1916 iniziò la sua collaborazione con il giornale “Resto del Carlino” a Roma e successivamente, in qualità di redattore, si trasferisce a Bologna dove si sposa con Laura Babini.

Nel 1919 diventa collaboratore del Corriere della Sera a Milano e nello stesso anno ottiene la laurea in Lettere presso l’Università di Milano. Negli anni post laurea, collabora con “La Stampa”, diventando corrispondente a Berlino e torna in Italia nel 1931.  Tornato in Calabria per i funerali del padre nel 1943, è costretto alla fuga dall’occupazione tedesca e si rifugia a Chieti sotto falso nome e impartisce lezioni di Inglese privatamente.  Due anni dopo fonda il Sindacato Nazionale degli Scrittore . Nel 1951 vince il premio Strega con “Quasi una vita”. Nel 1954 è colpito da una grave malattia che, nonostante diversi interventi chirurgici, lo porta alla morte nel 1956 a Roma. Recentemente, la Regione Calabria ha acquistato i manoscritti originali dello scrittore donandoli alla Fondazione Corrado Alvaro sita a San Luca.

 
[heading style=”subheader”]Opere[/heading]

  • Polsi nell’arte, nella leggenda, e nella storia
  • Poesie grigioverdi
  • La siepe e l’orto
  • L’uomo del labirinto
  • L’amata alla finestra
  • Vent’anni
  • Gente in Aspromonte
  • L’uomo è forte
  • Incontri d’amore
  • L’età breve
  • Lunga notte di Medea
  • Quasi una vita
  • Il nostro tempo e la speranza
  • Un fatto di cronaca

Pasquale Galluppi

Pasquale Galluppi nacque nel 1770 da nobile famiglia nel comune di Tropea. Pur vivendo la sua vita lontano dalla politica locale, aderì alla causa liberale appoggiando la riforma costituzionale dello Stato contestando l’intervento di repressione degli Austriaci. Nel 1831 divenne titolare della cattedra di logica e metafisica nell’Università di Napoli. Morì nel 1846.
[heading style=”subheader”]Bibliografia[/heading]
Tra le Sue opere riportiamo

  • Saggio filosofico sulla critica della conoscenza
  • Elementi di Filosofia
  • La filosofia della volontà

[heading style=”subheader”]Filosofia[/heading]

A Galluppi viene riconosciuto il merito di aver introdotto all’interno dell’Italia, la nuova filosofia europea che ebbe maggior rilievo a seguito delle opere edite dal filosofo Kant. Galluppi comincia ad occuparsi dell’ essere ed in particolare del sensismo di Condillac. A seguito però se ne discosta maturando una nuova ideologia di sensismo. Il processo conoscitivo consiste in Galluppi nel distinguere una semplice sensazione da una conoscenza della sensazione, cioè qualcosa di maggioritario più potenziato e riflesso. A tal merito, Galluppi fa distinzione tra la materia del conoscere e la forma del conoscere .

[heading style=”subheader”]Vita[/heading]

Pasquale Galluppi, figlio del barone Vincenzo e di Lucrezia Galluppi (antiche famiglie patrizie della città di Tropea), intraprese i suoi studi di lingua latina, filosofia e matematica presso la scuola dedicata a don Giuseppe Antonio Ruffa. A Napoli, intraprese lo studio di teologia seguendo le lezioni del Prof. Francesco Conforti. A seguito del matrimonio con Barbara d’Aquino, ebbe ben quattordici figli di cui otto maschi e sei femmine. Divenne membro dell’Accademia Sebezia e dell’Accademia Pontaniana di Napoli nonchè quella degli Affatigati di Tropea.

Giuseppe Berto

[heading style=”subheader”]Vita Giuseppe Berto[/heading]

nacque il 27 dicembre del 1914 a Mogliano Veneto (Treviso). Figlio di ex carabiniere che, per amore della moglie, aveva aperto una cappelleria nel paese natale dello scrittore. Primo maschio di cinque figli, fu convittore nel locale collegio dei Salesiani dove anni di studio durissimo segnarono la sua adolescenza. A seguito, si iscrisse alla facoltà di Lettere presso l’Università di Padova. Educato dal padre al rispetto verso le ideologie fasciste, Berto a venti anni lasciò l’Università per arruolarsi e partire volontario in Africa Orientale. Durante questo periodo egli scrisse alcune opere come Il Cielo è Rosso che divenne immediatamente un successo in tutta la penisola italica. Trasferitosi a Roma, si sposò con una ragazza romana, Manuela, dalla quale ebbe una figlia Antonia. Una lunga nevrosi da angoscia, lo perseguitò per quasi un decennio e in quanto periodo scrisse opere come Guerra in camicia nera. Uscito dalla malattia, scrisse la sua più grande opera Il male Oscuro che vinse alcuni premi: il Il premio Viareggio e il premio Campiello. Nel frattempo, contraendo un debito, decise di acquistare un appezzamento terriero nel territorio di Capo Vaticano (prov. di Vibo Valentia), dove, bonificata la sterpaglia, si costruì una villa che lo ospitò per molti anni. Dopo un lungo soggiorno in una clinica di Innsbruck ed una vana convalescenza a Capo Vaticano, Giuseppe Berto si spense a Roma il primo novembre 1978.

 

[heading style=”subheader”]Alcune Opere[/heading]

  • Oh, Serafina scritto nel 1974
  • La passione secondo noi stessi scritto nel 1972
  • Un pò di successo scritto nel 1963
  • Le opere di Dio scritto nel 1948
  • Il brigante scritto nel 1951

[heading style=”subheader”]Il Male Oscuro[/heading]

Il libro edito da Giuseppe Berto con il titolo di Male Oscuro, è un’opera psicanalitica che è diventata oggi una metafora per indicare lo sconosciuto e le diverse problematiche inconsce che affliggono l’uomo. Il male oscuro rappresenta lettura spietata, ma sempre ironica. Il romanzo è un’analisi lucida, non esente da pietà a riguardo di quelle tradizioni cui il giovane Berto tentava di sottrarsi, mentre si puniva per la colpa di non sapersi adeguare.

[heading style=”subheader”]Trama[/heading]

Il protagonista è uno sceneggiatore che in seguito alla morte del padre, a cui rimprovera di non averlo amato, entra in una depressione acuta, che lo porta a terribili forme di isteria somatizzante. Da quel momento il protagonista è assillato dal pensiero del padre morto, per cui, ossessionato dal cancro, inizia a percepire il “male oscuro” che sempre di più lo insidia. Arriverà ad accusare terribili dolori che portarono anche lui in sala operatoria, dove però gli verrà riscontrata un’ottima salute. L’analisi in Berto non si risolve in un semplice schema terapeutico, ma diviene un procedimento di indagine sul male di vivere, come condizione comune che più o meno consapevolmente condiziona tutto il genere umano.