Temperatura: 18 °C
Orario Locale: 09:33 pm

c/da Tonicello snc, Capo Vaticano, (VV), ITALIA

1,3 km da Stazione Treni

Numero Camere
* Miglior Prezzo Garantito

Opera di Nikolaj Bendix Skyum Larsen a Pizzo Calabro

Nelle Acque di Pizzo Calabro, in località Pizzapunti, prende vita l’opera dell’artista internazionale Nikolaj Bendix Skyum Larsen in memoria dei migranti scomparsi nelle traversate del Mediterraneo.
Una realizzazione dinamica che consentirà alle acque della Calabria di plasmare ulteriormente le statue con il suo moto ondoso per quattro mesi.
Dopo il periodo di immersione, le opere saranno mostrate a Pizzo e successivamente in mostre itineranti in Italia e in Europa. 

CYCLOPS ROUTE

[heading style=”subheader”]Vibo Marina – Eolie -Tropea[/heading]

La FIV, Federazione Italiana Vela assegna per la prima volta alla Calabria una tappa del Campionato Italiano di Vela d’Altura Offshore, vale a dire una regata lunga in mare aperto senza scalo. La regata è stata denominata “Cyclops Route” perché ricorda un percorso tra i luoghi dei mitologici Titani. Il Circolo Velico Santa Venere di Vibo Marina e Tropea si è aggiudicata l’organizzazione dell’evento e coinvolgerà più partner possibili per un’ ottimale riuscita della manifestazione. Il ritorno per la Regione in termini di immagine sarà enorme: Vibo, Tropea e Pizzo entreranno nel gotha della vela ad alto livello e verrà aperta la strada a futuri appuntamenti velici di livello nazionale. In virtù di una maggiore comodità logistica in termini di vicinanza ai collegamenti aerei e ferroviari il Comitato Organizzatore avrebbe intenzione di sistemare le barche partecipanti presso pontili del Porto di Vibo Marina, che verranno allestiti appositamente sul molo di fronte la Guardia Costiera. Il piazzale antistante servirà come appoggio logistico per le attrezzature dei regatanti (si organizzano in genere con tende igloo per lasciare tutto il materiale che può appesantire durante la regata).  La partenza avverrà a Pizzo. Dopo la partenza tutta l’organizzazione si sposterà su Tropea, dove ci saranno locali riservati allo stivaggio dei materiali dei regatanti e zone dedicate al monitoraggio della regata. Qui avverrà l’arrivo della Cyclops Route e la premiazione.

 
[heading style=”subheader”]IL PERCORSO[/heading]
Si partirà da il 27 giugno alle ore 10 da Vibo marina verso Stromboli, si proseguirà per Lipari da lasciare a sinistra, si passerà nel canale tra Lipari e Vulcano da lasciare sulla destra, si tornerà a Tropea, per un totale di 120 miglia. La regata avrà una durata variabile in relazione all’intensità del vento e alla velocità delle diverse barche concorrenti.
[heading style=”subheader”]PARTECIPANTI[/heading]
Le iscrizioni sono aperte alle imbarcazioni a vela sopra i sette metri in possesso del certificato ORC/IRC. La regata sarà valida ai fini dell’acquisizione di punti per il Campionato Italiano. Ad oggi si sono iscritte già 25 barche. Le persone di equipaggio saranno circa 200, più gli accompagnatori, i Giudici di Regata, gli Stazzatori, gli Osservatori della Federazione Italiana Vela, addetti stampa, per un totale di
oltre 300 persone.
[heading style=”subheader”]PROGRAMMA[/heading]
26 Giugno
– Ore 10 – 17 Accoglienza delle imbarcazioni, iscrizioni e verifiche di segreteria
– Ore 18 Cerimonia di apertura e briefing
– Ore 20 Cena e intrattenimento
27 Giugno
– Ore 10 partenza tra Pizzo e Vibo Marina verso le Eolie
– Ore 12 Per tutti i membri dell’organizzazione trasferimento a Tropea, dove ci sarà una sala allestita per consentire il monitoraggio della regata. In questa prima giornata si prevede un giro turistico nei dintorni e intrattenimenti vari 28 e 29 giugno
– Predisposizione per gli arrivi della regata a Tropea (prevediamo un tempo limite alle ore 18)
– Ore 20 Premiazione, cena a buffet e Sayonara Party presso i locali del Porto di
Tropea dove saranno allestiti dei gazebo.
 
www.circolovelicosantavenere.it    –    info@circolovelicosantavenere.it

Tonno Callipo

L’azienda Callipo, fu fondata nel 1913 a Pizzo Calabro da Giacinto Callipo.  Divenuta una tra le prime aziende italiane di inscatolamento del Tonno del Mediterraneo prodotto con il sistema delle tonnare fisse.  Nel 1926, l’azienda Callipo divenne il fornitore principale del Re e quindi insignita del Brevetto come fornitore della Real Casa. La successiva generazione, trasferisce la sua sede in un centro poco distante da Pizzo Calabro e successivamente, con la terza generazione, si trasferisce nel 1981 nella zona di Maierato, quartiere industriale del Vibonese.
L’attuale stabilimento vanta una superficie totale di 34.000 mq, 200 dipendenti e una produzione annuale che sfiora le 7000 tonnellate. Oltre alla produzione per il territorio nazionale, la Callipo distribuisce il suo pregiato prodotto con una percentuale intorno al 8 % in territori quali Austria, Francia, Inghilterra, Germania Stati Uniti e Giappone.  La lavorazione è effettuata completamente in territorio nazionale, a partire dal tonno preso per intero che arriva già surgelato dalle navi. Giunti in stabilimento, vengono decapitati,  eviscerati, selezionati  e lavati in abbondante acqua. Sottoposti a una minuziosa pulitura della pelle vengono selezionali in base a grandezza del filetto e alla qualità.  Nel 2006, La Tonno Callipo ha ottenuto un prestigioso riconoscimento come imprese longeva e di successo dalla Unioncamere.
 
Titolare: Filippo Callipo
Sede: Zona industriale Maierato (VV)
Categoria merceologica: Alimentare
Sede legale:
Via Riviera Prangi, 65/A
89812 Pizzo (VV) – Italia
Stabilimento:
S.S. 110 Km 1,6
89843 Maierato (VV) – Italia
Tel: 0963.99621
Fax 0963.996242
http://www.callipo.com/

La chiesa di Piedigrotta a Pizzo Calabro

A due passi dal mare, presso la scogliera di Piedigrotta a Pizzo, sorge una chiesetta scavata nel tufo di una grotta naturale. In questo luogo solitario da più di due secoli, gli abitanti di Pizzo vanno per innalzare le loro preghiere alla “Madonnella”.

La chiesetta con le sue ombre, suscita nel visitatore forti suggestioni e rimanda a lontane leggende. Il mare sottostante inonda le sue navate di sommessi fruscii. Si narra che sul finire del XVII secolo, un veliero in balia del mare tempestoso, fu scaraventato contro le rocce dove oggi sorge la chiesetta. L’equipaggio riuscì a salvarsi e gridò al miracolo, attribuendo all’intervento di un quadro della Madonna che si trovava sulla nave. I marinai allora collocarono il quadro in una buca scavata nella roccia e promisero che sarebbero tornati a erigere una chiesetta per la grazia che avevano ricevuto. I marinai Pizzitani, decisero allora di scavare una grotta e abbellirla con statue tutte scavate nel tufo che raffigurano scene di vita dei santi. L’opera venne iniziata nel 1880 da Angelo Barone che prestò il suo impegno poi proseguito dal figlio Alfonso.

Costa Degli Dei spiagge

La Costa Degli Dei, è un tratto di costa Calabrese che inizia da Pizzo Calabro e termina con Nicotera. Questi luoghi presentano una particolare costa frastagliata unita da un mare cristallino. Tale la sua bellezza da essere paragonata ed accostata agli Dei in quanto territorio ricco di mitologia e di incroci con cultura Greca e Romana.
Presentiamo di seguito l’elenco delle spiagge, Scogli e porti che caratterizzano la Costa degli Dei specificandone nome, caratteristiche, etimologia e significato.

  • Spiaggia Angitola: prende il nome dalla stessa località.
  • Spiaggia ‘A Tonnara: in passato era ubicazione di pescatori di tonno.
  • Spiaggia ‘U Nautico: in quanto nelle vicinanze ha sede la scuola dell’Istituto Nautic
  • Secca da Spina: in quanto ha la forma di una spina di pesce.
  • Spiaggia Bellamena: prende il nome dalla medesima località.
  • Spiaggia ‘A Timpa lanca: in quanto presenta una rupe sprovvista totalmente di vegetazione.
  • Spiaggia Pennello: prende il nome dalla medesima località.
  • Spiaggia Bivona: prende il nome dalla medesima località.
  • Dragara di Bivona: prende il nome dalla medesima località.
  • Dragara di Trainiti: prende il nome dalla medesima località.
  • Spiaggia di Trainiti: prende il nome dalla medesima località.
  • Spiaggia La Pietra dei Selvaggi: semisommersa dalle acque nel 1638 costituiva parte di un molo di epoca Romana.
  • Spiaggia Scrugli: in quanto in passato apparteneva alla famiglia Scrugli.
  • Scoglio ‘A Vaporia: in quanto in passato questo scoglio fu causa di un incidente di un vaporetto.
  • Spiaggia S. Giorgio: dedicata al Santa.
  • Torre la Roccetta: è una torre di avvistamento del XVI secolo costruita contro le insidie dei saraceni.
  • Scogli della Catena: perchè tutti gli scogli sembrano come fossero incatenati.
  • Spiaggia ‘A Fontana: perchè tutt’ora vi è una sorgente di acqua dolce.
  • Spiaggia Calagrande: perchè nel fondale antistante i pescatori possono calare le reti facendo ampi percorsi.
  • Scogli ‘I Porcei: visti in lontananza danno l’impressione di piccoli suini.
  • Spiaggia ‘A Monaca: in quanto vi faceva il bagno un’Anziana Monaca.
  • Secca ‘A Vrace: in quanto la spiaggia si dice abbia particolare calura simile ad una brace.
  • Spiaggia S. Irene: in quanto in tempi antichi venne edificata una chiesetta in onore della Santa
  • Scoglio della Galea: perchè contiene ancora delle cellette che un tempo venivano usate come prigioni.
  • Spiaggia ‘U Potame: dal nome del torrente.
  • Spiaggia ‘A Cava: in passata vi era una cava dove veniva estratta la pietra.
  • Spiaggia ‘U Bacino: perchè vi sono delle spiaggette a forma di bacino.
  • Spiaggia di Capo Cozzo: dove gli scogli anno la forma del collo umano.
  • Spiaggia ‘U Vajuni ‘A Rina: perchè vi è un ruscello che tutt’ora porta un’ingente quantità di sabbia nel mare.
  • Spiaggia ‘A Casa Russa: perchè i pescatori prendevano come riferimento costiero l’unica abitazione esistente un tempo costituita da una casa di colore rosso.
  • Spiaggia i Cancini: Perchè sulla spiaggia vi erano due cancelli che fungevanno da ingresso in un’abitazione.
  • Spiaggia ‘I Puzzi: perchè molto vicino alla spiaggia vi erano due pozzi usati dai pescatori.
  • Spiaggia Vurdila: in quanto in questo punto vi è un forte vento di levante.
  • Spiaggia ‘A Tunnara: Si narra che nel 1700 questa spiaggia era sede di una piccola industria di tonno che subì un periodo di carestia. A seguito, una suora promise più proficuità all’azienda e ciò avvenne.
  • Scoglio i Furchi: perchè essendo due scogli vicino all’altro danno l’impressione di una forca.
  • Spiaggia Vavalacu (lumaca di mare): perchè in prossimità del mare viveva un contadino e ogni qual volta il mare distruggeva la sua esile abitazione, lui la ricostruiva proprio come fa una lumaca di mare.
  • Scoglio ‘A Pizzuta: perchè finisce a punta.
  • Scoglio ‘A Mitraglia: perchè in epoca di guerra era una postazione militare.
  • Scoglio ‘A Piramide: perchè a forma di piramide
  • Scoglio Pilu Bianco: perchè una persona anziana pescava sempre in questa spiaggia.
  • Scoglio Maccarunaru: perchè luogo preferito di pesca da un tipo losco denominato Maccarunaru.
  • Spiaggia ‘U Cannuni: perchè nel 1600 esisteva una postazione di cannoni.
  • Scoglio San Leonardo: perchè sulla sua sommità anticamente esisteva una chiesetta dedicata a S. Leonardo. Questa era meta di coppie e fidanzati che si giuravano eterno amore.
  • Spiaggia ‘A Rotonda: perchè vi è una spiaggia a forma circolare.
  • Spiaggia Mare piccolo: perchè vi è una piccola spiaggia ai piedi dell’Isola di Tropea.
  • ‘A Grutta dell’amore: piccola grotta raggiungibile solo a nuoto luogo di amori appartati.
  • Spiaggia ‘A Linguata: tratto di spiaggia a forma di lingua.
  • Scogli ‘I Messaggi: in quanto un naufrago vi si era appigliato prima di morire lasciando tristi messaggi.
  • Spiaggia del Convento: Perchè sottostante al convento dei Frati Minori:
  • Spiaggia Passu Cavalieri: perchè da una rupe cadde e morì un cavaliere.
  • Scoglio Balla du Sapuni: perchè a forma di un antico formato di sapone.
  • Spiaggia l’Occhiale: perchè sono visibili da lontano due forature simili a degli occhiali.
  • Spiaggia petri du Mulinu: dove venivano ricavati enormi massi utilizzati dai mulini.,
  • Grotta dello Scheletro: entrati dentro, la parte inferiore del corpo che viene immersa dalle acque, assume colore viancastro simile ad uno scheletro.
  • Spiaggia Volu du Corvaru: perchè sulla sua rupe si annidano i corvi.
  • Scoglio di Riace: detto anche Scoglio Grande.
  • Scoglio Ardito: per la sua forma simile ad una tipologia di fungo detta Ardito.
  • Spiaggia Giardinello: perchè vi esisteva una grande giardino
  • Spiaggia ‘A Massara: perchè una contadina della famiglia dei Massara, abitava nelle prossimità.
  • Passu du Gabbaturcu: perchè dei pescatori di Tropea, riuscirono a sfuggire alla cattura di barche saracene facendole incastrare tra due scogli appena emergenti.
  • Spiaggia a Casa du Gaiuzzu: in quanto vi era un contadino che allevava i polli.
  • Spiaggia Fiorinea: spiaggia dove crescono particolari fiori selvaggi che emanano un particolare profumo.
  • Spiaggia ‘A Praia i Focu: si dice che a causa dell’eccessivo calore estivo, la rupe prenda fuoco spontaneamente.
  • ‘A Grutta di Muzio: in quanto vi rimase nascosto un latitante chiamato Muzio.
  • Scoglio Mantineo: secondo la leggenda vi abitava una maga chiamata Mantinea che prediceva il futuro ai naviganti.
  • Spiaggia ‘A Ficara: perchè sulla rupe vi è un’antico albero di fico.
  • Spiaggia Petrario: perchè con eccessiva presenza di massi e ciottoli.
  • Spiaggia Salamite: in passato erano presenti numerose lucertole.
  • I Biccheri: Scogli che visti da lontano assomigliano a due bicchieri.
  • Grotta du Stefaneu: perchè vi si riparava dal caldo un giovane di nome Stefano.
  • ‘A vasca du luppinaru: perchè un tempo venivano lasciati a mollo i luppini.
  • Spiaggia Porticello: perchè vi è un piccolo molo naturale.
  • Spiaggia le Saline: perchè sino a pochi anni fa vi era una fabbrica di sale.
  • Spiaggia Donna Gà: faceva il bagno una donna denominata appunto Donna Gà.
  • Grotta du Capraru: perchè venivano lasciate in queste grotte le capre di ritorno dal pascolo.
  • Spiaggia Baia dei Gabbiani: in quanto metà di numerosi gabbiani.
  • Spiaggia ‘U Pettu ‘I Fimmina: dove le donne di Nicotera andavano a lavare i propri indumenti e chinandosi lasciavano intravedere il seno.
  • Spiaggia ‘A perta russa: perché vi è un tratto di rupe costituito da pietre rossastre.

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Il Villaggio Turistico fai da te

Capanna al mare

Al termine della seconda guerra mondiale, l’Italia subì un boom commerciale che permise alla popolazione di conoscere il turismo e di incominciarne a praticare gli usi e costumi. Agli inizi degli anni sessanta infatti, molti erano gli operai delle fabbriche del settentrione o del centro che si recavano nei luoghi marittimi per conoscere la nascita del turismo.

In Calabria, questo nuovo movimento culturale, avvenne circa 20 anni dopo. Negli anni ottanta infatti le famiglie calabresi cominciavano a conoscere la Vacanza che si identificava in una lunga fila di capanne di canne o di legno che si protraeva lungo le coste di Pizzo Calabro, di Francavilla Angitola e di altre coste calabresi. Queste capanne erano molto solide, senza alcun pavimento ( se non quello offerto dalla sabbia) e la porta era costituita da un’artigianale tenda.

All’interno, l’arredamento era “impeccabile”; un armadio, dei letti con tanto di materassi e la cucina con una bombola a gas. Queste artigianali abitazioni, venivano costruite alla fine di luglio tutti gli anni e i primi di settembre venivano rase al suolo lasciando la spiaggia pulita. Le famiglie, durante il giorno, si facevano visita proprio come avrebbero fatto in paese e la particolare allegria, era dettata dai figli o parenti emigranti che in questo periodo tornavano a casa per riassaporare i sapori nativi.

Villaggio sul mare
 

La sera, si facevano i falò caratterizzati da lunghi discorsi che coinvolgevano vecchi, giovani e bambini. Ogni tanto, partiva il barcone dei pescatori che il più delle volte riforniva di viveri questo rudere villaggio turistico. A distanza di anni, questa tradizione è andata ovviamente perduta a causa dell’evoluzione turistica che oggi è costituita da alberghi e via discorrendo anche se questi villaggi turistici rappresentavano una caratteristica e tradizione della Calabria.

Pizzo Calabro Hotel, storia e luoghi da visitare

[heading style=”subheader”]Pizzo Calabro[/heading]

è un comune di 8.602 abitanti, appartenente alla provincia di Vibo Valentia. Il suo territorio, è adagiato su un promontorio chiamato appunto “‘u Pizzu” di fronte al vulcano Stromboli. Nel vecchio abitato, in fondo alla Piazza della Repubblica che è il luogo principale ed è considerata il “salotto” della città, sorge il Castello Murat. I vicoli del centro storico s’intersecano in un dedalo di saliscendi e le case si ergono su una scabra rupe sporgente a guisa di promontorio verso il mare come la prua di una nave. Fu luogo di soggiorno di Cicerone che nominò la sua spiaggia prediletta “La Seggiòla”, meta di riposo di S. Pietro in viaggio per Roma e posto di rifornimento per Ulisse, come riporta Plinio. Subì duri attacchi saraceni che la distrussero completamente e fu abbandonata dai suoi abitanti che cercarono rifugio sulle montagne, allontanandosi dalla costa.Pizzo oggi è una moderna cittadina, luogo di villeggiatura rinomato per le spiagge, caratterizzate da ampi arenili sabbiosi e da suggestive insenature ricche di scogli, per il suo mare limpido e il pittoresco centro storico che sa di Medio Evo.

[heading style=”subheader”]Storia[/heading]

Le origini di Pizzo, risiedono ai tempi dell’antica Grecia e si pensa venne fondata da Napeto che dona infatti il nome ai Suoi abitanti: i napetini (o pizzitani). Pizzo Calabro divenne uno tra i luoghi di soggiorno di Cicerone, meta di riposo di S. Pietro in viaggio per Roma nonché posto di rifornimento per Ulisse, come riporta Plinio. Pizzo, come il resto della costa tirrenica della Calabria, subì incessanti attacchi provenienti dai saraceni che la costrinsero all’abbandono da parte dei suoi abitanti. Importanti tracce storiche sono reperibili nel Castello Aragonese appartenente al XV secolo. Qui, infatti, venne tenuto prigioniero e successivamente condannato a morte Gioacchino Murat, cognato di Napoleone Bonaparte e re di Napoli.

[heading style=”subheader”]Economia[/heading]
Pizzo Calabro, trae il suo sostentamento da

  • Turismo, grazie ai numerosi hotel, villaggi e residence che si riversano sulle spiagge di Pizzo Calabro
  • Pesca grazie al mare cristallino e ai permettenti fondali che ospitano una notevole varietà di fauna marina
  • Prodotti tipici, primo tra tutti il Tartufo di Pizzo Calabro, specialità dolciaria composta da gelato alla nocciola, cioccolato e cacao fuso al suo interno.

[heading style=”subheader”]Da Visitare[/heading]

  • Chi giunge a Pizzo Calabro, non può astenersi dal visitare il castello di prigionia di Gioacchino Murat, attualmente adibito a museo.
  • La piazza attorniata da numerose gelaterie artigianali
  • La Chiesa di PiediGrotta, scavata nel tufo da marinai napoletani al finire del seicento e contenente sculture anch’esse scavate nel tufo