Temperatura: 10 °C
Orario Locale: 04:10 am

c/da Tonicello snc, Capo Vaticano, (VV), ITALIA

1,3 km da Stazione Treni

Numero Camere
* Miglior Prezzo Garantito

Museo della Liquirizia Amarelli

La Liquirizia di Calabria rappresenta uno dei prodotti maggiormente richiesto dal Mercato.
Proprio in questa regione nasce un’azienda che rappresenta il leader della produzione della, la ditta Amarelli, fondata da Giorgio Amarelli. Proprio a quest’ultimo, nel territorio di Rossano Calabro, è intitolato il Museo della Liquirizia, ove è possibile riassaporare la storia della Calabria raccontata dalla Liquirizia. Apre i battenti nel 2001 e da subito premiato del premio Guggenheim de Il Sole 24 Ore. All’interno del museo è possibile inoltre conoscere la storia della Famiglia Amarelli attraverso mezzi di trasporto, documenti e oggetti di uso quotidiano.
http://www.museodellaliquirizia.it/

Liquirizia

La Liquirizia è uno degli altri prodotti di larga produzione della Calabria. Maggiore spicco è rappresentato dai territori di Rossano e Corigliano. La pianta, nasce spontaneamente presentando radici lunghe e molto penetranti. A tal motivo, veniva utilizzata dai contadini Calabri per rigenerare il terreno nei periodi di riposo della rotazione. Da questa pianta vengono oggi ricavati diversi prodotti come i confetti alla liquirizia, i bastoncini, le rondelle, sciroppi, tisane e l’ascendente liquore alla liquirizia.
[heading style=”subheader”]Lavorazione:[/heading]
Le radici di liquirizia vengono tritati e successivamente bollite in grandi caldaie dove il succo uscente si condensa divenendo sempre più denso. Ottenuta la pasta base, il prodotto viene lucidato impartendo forti getti di vapore. Il prodotto ottenuto viene tagliato secondo il prodotto che si intende realizzare.
[heading style=”subheader”]Liquore di Liquirizia[/heading]
Ingredienti: 2 etti di liquirizia purissima a pezzi, 1,5L di acqua oligominerale, 1,2 Kg di Zucchero, 1 L di Alcool a 90°.
[heading style=”subheader”]Preparazione[/heading]
Occorre sciogliere a bagnomaria la liquirizia . Quando lo scioglimento è avvenuto completamente occorre farla raffreddare e ora si può procedere a sciogliere lo zucchero in acqua a fuoco basso e successivamente lasciato anch’esso raffreddare. Successivamente si possono unire le due miscele ottenute e aggiungere l’alcool a 90° per poi lasciare riposare il nuovo composto per qualche giorno prima di degustare.

I paesi delle Grotte

[heading style=”subheader”]I paesi delle Grotte[/heading]

I comuni di Caloveto, Cropalati, Pietrapaola mostrano un vero e proprio lavoro di traforo a cielo aperto, eseguito nella tenera pietra di tufo che ospita i rispettivi abitati. Grotte di centinaia e centinaia di anni che diedero rifugio ad esuli, asceti, anacoreti, eremiti e santi, ma anche, in tempi più recenti, a sfollati e briganti.

Presenze diffuse un po’ in tutto il territorio pedemontano della Sila Greca, ugualmente rinvenibili a Rossano, Campana, Paludi, Calopezzati. Si tratta degli antichi e suggestivi resti dell’architettura rupestre di tipo eremitico o lauritico, altrimenti detta ipogea (=sottoterra): grotte artificiali realizzate a partire dal VII-VIII secolo da pazienti monaci calabro-greci, conosciuti come “basiliani”, i quali, in fuga dai territori dell’Impero bizantino, “edificarono scavando”, in tutte le zone arenarie e tufacee, rifugi, chiese e monasteri. Con questa tecnica realizzarono importanti insediamenti e centri di cultura monastica ancora oggi famosi, fondando a Caloveto, per esempio, il celebre monastero di S. Giovanni Calibita, che ha dato nome al paese. Oppure quello meno noto, ma altrettanto vivo, di Calopezzati, ricostruito e aggregato poi dai Normanni al Patirion di Rossano ma nato inizialmente nelle laure segrete della collina, spicconate dai monaci. Tra le grotte della rupe del Salvatore, a Pietrapaola, si distingue infine una delle realizzazioni di arte rupestre più interessanti di tutta la Comunità montana: la Grotta del Principe, caratterizzata da un triplice ricovero con feritoie per la difesa, che serviva a dare al feudatario dell’epoca una possibilità di salvezza, in caso di attacco nemico al castrum fortificato sulla sommità della cittadella.

Comunità Montana Sila Greca

[heading style=”subheader”]Scheda Informativa[/heading]

La Comunità Montana della Sila Greca è una confederazione dei centri e comuni presenti all’interno della zona Silana che si affaccia sullo Jonio. Questa risorsa, oltre a tutelare il patrimonio naturalistico, favorisce la promozione turistica e culturale di questi territorio, organizzando ed offrendo servizi atti alla conoscenza e alla scoperta di queste zone. I comuni facenti parte della comunità Montana sono 12 e sono: Calopezzati, Caloveto, Campana, Cariati, Cropalati, Longobucco, Mandatoriccio, Paludi, Pietrapaola, Rossano, Scala Coeli, Terravecchia. La sede di questa importante risorsa è ubicata a Rossano e comprende un territorio di più di 97.000 Ha. Al suo interno sono tutelati numerosi ed importanti corsi d’acqua come il Triionto, il Cino

[heading style=”subheader”]Storia[/heading]

La frequentazione da parte dell’Uomo di questi territori, risale all’epoca dell’età del ferro. Successivamente, attorno al 1700 a.C una popolazione nota con il nome di Enotri si insedia nelle colline della Sila Greca iniziando una vasta coltivazione di vitigni. Agli Enotri, si susseguirono i Brettii o Bruzi, che al contrario dei predecessori, si dedicavano principalmente alla guerra costruendo numerosi centri militari e di fortificazione attuo a difesa del territorio. La civiltà dei Bruzi però, svanisce con l’avvento dei Romani che avviarono una vasta campagna di latinizzazione del territorio e insediando gli usi e gli stili architettonici, costruendo ville rurali e centri commerciali. A seguito della Caduta dell’impero Romano, il territorio pianeggiante della Sila Greca, viene abbandonato dalle popolazioni che si insediarono nell’entroterra silano. I Bizantini, collocano in questo territorio, importanti centri strategici e militari. Intanto attorno al 1400 i Saraceni distrussero Bisanzio e inizio così la decadenza di questo territorio. Cento anni dopo, il territorio della Sila si ritrovò fuori dagli interessi Europei e non venne considerata come importante risorsa del Meridione. Pertanto, accrebbero i malcontenti della popolazione che sfociarono nel Brigantaggio, fenomeno, che proseguì sino al 1800.